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Sant’Egidio alla Vibrata si è svegliata con il silenzio sospeso di una città che ha appena attraversato la sua notte più lunga. L’esplosione di gas che ha squarciato la quiete ha costretto all’evacuazione circa 100 persone, trasformando in poche ore il cuore urbano in uno scenario irreale: luci spente, strade vuote, sirene e lampeggianti a scandire le ore della grande paura. Famiglie intere sono state accompagnate in strutture alberghiere, lontano dalle loro case, mentre le squadre della Protezione Civile e i soccorritori presidiavano l’area per tutta la notte. Tutti impegnati in Comune, a cominciare dal Sindaco Annunzio Amatucci e dal consigliere Mirko Di Sabatino Garbati, da subito in prima linea. Per ragioni di sicurezza gas ed energia elettrica sono stati temporaneamente interrotti, una misura necessaria che ha contribuito a rendere il centro abitato una vera e propria città fantasma. All’alba, il quadro resta complesso ma sotto controllo. I tecnici sono al lavoro per le verifiche strutturali e per il ripristino graduale dei servizi, mentre le forze di emergenza continuano a garantire assistenza e monitoraggio costante. Non si segnalano feriti gravi, solo un 47enne santegidiese tenuto, con ustioni serie ma non in pericolo di vita. Tra i residenti prevalgono stanchezza e apprensione, ma anche la volontà di ripartire. Le attività di messa in sicurezza procedono, e con esse cresce l’attesa per il rientro nelle abitazioni. La normalità non è ancora tornata, ma il percorso è avviato. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta ed è stata sequestrata l’area dello scavo, per la collocazione della fibra, con relativo macchinario impegnato nelle attività. Inchiesta necessaria per chiarire i termini della vicenda.