Il trasferimento dell’Arpa da Piazza Martiri Pennesi, ormai imminente, rischia di trasformarsi nell’ennesimo “provvisorio” destinato a durare anni. È questo il senso dell’allarme lanciato dalla rappresentanza sindacale UGL interna all’Agenzia: «la sede teramana entra in una fase di incertezza totale, mentre il progetto di demolizione e ricostruzione dell’ex Palazzo della Sanità risulta fermo e lo scontro tra enti sulla proprietà dell’immobile rischia di bloccare ogni prospettiva - denuncia Matteo Di Francesco, componente RSU Arpa Abruzzo e delegato sindacale UGL Teramo - chiediamo risposte chiare, puntuali e rassicuranti. Lo si deve ai dipendenti, ma anche a tutti i cittadini abruzzesi: qui si parla di risorse pubbliche e nessuno può chiamarsi fuori».
Dal 14 del mese l’ex Palazzo della Sanità non sarà più ufficialmente la sede Arpa di Teramo. Un passaggio operativo che però avviene mentre, sullo continua la contesa tra Provincia di Teramo e Arpa sulla proprietà dell’edificio.
«Il presidente della Provincia Camillo D’Angelo sostiene che l’immobile sia provinciale e richiama atti che, secondo la tesi dell’ente, confermerebbero la titolarità della struttura e anche del finanziamento di circa 8 milioni di euro stanziato dall’USR. Di diverso avviso il direttore generale Arpa Maurizio Dionisio, che richiama la Legge regionale 64/1998 e deliberazioni regionali che attesterebbero il passaggio patrimoniale ad Arpa. Entrambi gli enti, secondo quanto emerso, avrebbero già attivato legali per tutelare le rispettive posizioni. Ma per i lavoratori il tema è un altro: mentre le carte viaggiano, il futuro resta fermo». La preoccupazione sindacale è netta: «il progetto di demolizione e ricostruzione, che avrebbe dovuto portare alla nuova sede, appare completamente congelato. E lo stesso vale per l’ipotesi della delocalizzazione a Campo Boario: dopo la delibera di Giunta comunale dello scorso giugno, il tema non è mai arrivato in Consiglio comunale, passaggio necessario per la discussione e l’approvazione - e nella delibera Arpa relativa al trasferimento si parlerebbe infatti di una semplice “ristrutturazione”, quando fino a ieri si ragionava apertamente di demolizione e ricostruzione con tempistiche urgenti».
Il timore, adesso, è che la sede venga trascinata in una situazione indefinita, con conseguenze dirette sulla spesa pubblica: «Come già paventato mesi fa si rischia di proseguire a tempo indeterminato con la locazione della struttura privata di Sant’Atto, con un costo annuo superiore ai 200 mila euro - segnala l’Ugl - da un lato i soldi che continuano a uscire per canoni d’affitto, dall’altro la possibilità che l’Arpa venga privata dell’edificio di Piazza Martiri Pennesi, che l’Agenzia inserisce nel proprio patrimonio, se la Provincia dovesse ottenere conferma della propria ricostruzione, cosa accadrebbe al progetto complessivo? E soprattutto: quale sede definitiva avrà Arpa a Teramo?» Il sindacato lancia un appello a tutte le istituzioni coinvolte: Provincia, Arpa, Comune e Regione.

