Azione Universitaria Teramo esprime profonda preoccupazione per il clima che si è consolidato negli ultimi anni all’interno dell’Università di Teramo, dove sempre più studenti dichiarano di avere timore a esporsi, candidarsi o semplicemente prendere posizione.
Questa percezione nasce anche dalla comunicazione ufficiale di Ateneo, che in più occasioni ha mostrato una forte vicinanza ad alcune sigle studentesche, oscurandone di fatto altre.
Un esempio significativo riguarda gli eventi organizzati da Azione Universitaria. Il 24 novembre si è tenuto “Donne in campo”, convegno dedicato al contrasto della violenza, in particolare negli ambienti sportivi, che ha visto la partecipazione anche di diverse scuole superiori. L’organizzazione dell’iniziativa è stata tuttavia ostacolata da continue contestazioni: per la grafica il colore delle locandine ricordava troppo il nostro simbolo, l’ordine di loghi e, addirittura, la presenza del Rettore nei saluti istituzionali ha destato molto nervosismo, così tanto da portarci a modificare il materiale per la rimozione. Analoga sorte è toccata all’incontro “Normativa e violenza di genere: DDL femminicidio – Evoluzione e prospettive di riforma”, costruito con voci plurali: disponibilità iniziale del Rettore, assenza all’ultimo momento, nessuna valorizzazione né traccia nella comunicazione ufficiale.
Questi esempi sono doverosi da portare agli occhi di tutti, poiché, nel recente video istituzionale di fine anno, viene data ampia visibilità alla presenza del Rettore al congresso di UDU, tra bandiere, badge e momenti interni di quella sigla. Quei fotogrammi trovano spazio nel racconto ufficiale dell’Ateneo, mentre gli eventi promossi da altre componenti studentesche, pur centrati sugli stessi temi di violenza, diritti e partecipazione, restano invisibili.
La disparità si manifesta anche nella gestione degli spazi e dei simboli. L’anno scorso è stato autorizzato, alla coalizione, un aperitivo sulla terrazza dell’Ateneo a ridosso del voto per il CNSU, percepito da molti come un vero e proprio appuntamento di campagna elettorale. Nei corridoi dell’università sono presenti da oltre un anno striscioni su temi sensibili, mai rimossi. Le loro bacheche sono molteplici, i nostri volantini scompaiono dopo neanche una settimana. Quando vengono chiesti più spazi la risposta è chiedere sostanzialmente alla controparte per averne. Tutto ciò, mentre una targa in memoria delle vittime di mafia, apposta da noi, è stata sradicata nel silenzio assordante di tutti.
Azione Universitaria ricorda che l’inclusione non deve tradursi in scelte concrete, nella gestione equilibrata degli spazi, nella presenza imparziale delle istituzioni universitarie alle iniziative promosse da tutte le componenti studentesche. Oggi, la distanza tra ciò che si dichiara e ciò che si pratica è, purtroppo, evidente.
Azione Universitaria non contesta i temi, né le altre associazioni di rappresentanza, che appartengono a tutta la comunità accademica. Ciò che viene contestato è l’uso selettivo degli strumenti istituzionali e della comunicazione di Ateneo, che sembra privilegiare alcune sigle e alcune narrazioni a scapito di altre, alimentando un clima di autocensura e sfiducia.
Azione Universitaria Teramo ribadisce di non chiedere privilegi, ma regole uguali per tutti e un Ateneo davvero super partes, garante di ogni studente. Per questo motivo l’associazione ha deciso di accompagnare il presente comunicato con un video rivolto a tutti gli studenti che, in questi anni, hanno avuto paura di esprimersi o di impegnarsi in prima persona.
L’obiettivo è chiaro: restituire all’Università di Teramo il suo ruolo di “casa di tutti”, non megafono di privilegiati.

