×

Avviso

Non ci sono cétégorie

L-ospedale-di-Sant-Omero_20250725_171905.webpUn nuovo colpo alla sanità del territorio”: è l’allarme lanciato dal Comitato Civico per la Tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità Pubblica dopo le indiscrezioni – definite “sempre più insistenti” – secondo cui dal prossimo mese di marzo il servizio di pre-ricovero dell’ospedale di Sant’Omero potrebbe essere trasferito all’ospedale Mazzini di Teramo.

Una scelta che, se confermata, secondo il Comitato rappresenterebbe l’ennesimo tassello di un processo di progressivo ridimensionamento del presidio vibratiano. Nel documento diffuso nelle ultime ore vengono elencate una serie di criticità che, a giudizio del Comitato, negli ultimi anni avrebbero già indebolito l’ospedale: dalla sottrazione della partoanalgesia (che a Sant’Omero fu la prima in Abruzzo), alla perdita di unità operative complesse come quella del Punto nascita, della Chirurgia, fino alle limitazioni imposte alla Medicina interna, alla mancata attivazione della Lungodegenza come struttura autonoma e alle carenze di personale in reparti ritenuti cruciali, tra cui Cardiologia, Terapia intensiva, Pediatria e Pronto soccorso.

Il trasferimento del pre-ricovero a Teramo, sostiene il Comitato, avrebbe conseguenze immediate per l’utenza: oltre un migliaio di cittadini all’anno – in larga parte residenti in Val Vibrata – sarebbero costretti a spostarsi fuori territorio per effettuare esami, controlli e valutazioni preliminari necessari prima di interventi chirurgici programmati. Una situazione che potrebbe trasformarsi in un aggravio di costi e difficoltà, soprattutto per le fasce più fragili: anziani, persone con problematiche di mobilità e famiglie che già vivono quotidianamente le complessità legate all’accesso alle cure.

Il Comitato evidenzia inoltre un ulteriore rischio: il danno non sarebbe solo per i pazienti, ma per l’intero equilibrio sanitario provinciale. Indebolire ulteriormente l’ospedale spoke di Sant’Omero significherebbe renderlo meno attrattivo sia per l’utenza sia per gli operatori sanitari e, allo stesso tempo, aumentare la pressione sull’hub teramano, “sovraccaricandolo con attività che – secondo il modello hub and spoke – dovrebbero essere garantite dai presidi territoriali”.

Tra le ipotesi che circolano alla base del possibile trasferimento viene indicata una carenza di anestesisti a Sant’Omero. Una motivazione che, tuttavia, il Comitato giudica “incomprensibile”: se il problema fosse davvero questo, sostiene, “a doversi spostare non dovrebbero essere i cittadini, ma eventualmente lo specialista”, ricordando che “le soluzioni esistono, se c’è la volontà di cercarle”.

Nel documento il Comitato esprime apertamente “una crescente sfiducia” nella capacità della dirigenza amministrativa della ASL di governare un servizio essenziale come la sanità, garantendo equità territoriale, appropriatezza e tutela dei diritti. Parallelamente viene chiesto un maggiore coinvolgimento della politica: il Comitato annuncia che avvierà un’interlocuzione formale con sindaci, consiglieri regionali e parlamentari del territorio, affinché la questione venga portata con urgenza nelle sedi istituzionali competenti.

Un passaggio specifico è rivolto ai consiglieri regionali della Val Vibrata, “a partire da Di Matteo e Rossi”, che hanno già chiesto un tavolo tecnico-politico sulle recenti sottrazioni di UOC: l’invito è a inserire anche la possibile soppressione del pre-ricovero “con urgenza” nel confronto.

La mobilitazione, assicurano dal Comitato, non si fermerà: “Non lasceremo nulla di intentato per difendere l’Ospedale di Sant’Omero e il diritto dei cittadini della Val Vibrata a una sanità pubblica di prossimità, efficiente e dignitosa”.

 
 
 
 
 
 
ChatGPT può commettere errori. Assicurati di verificare le informazioni importanti. Vedi Preferenze sui cookie.