Fa discutere una delle novità contenute nel nuovo Piano demaniale marittimo del Comune di Roseto degli Abruzzi. Nel documento, che andrà a ridefinire l’assetto urbanistico e concessorio del litorale rosetano, è infatti prevista l’istituzione di una concessione destinata a “servizio esclusivo per persone con disabilità e/o persone a basso reddito (incapienti)”.
Una previsione che viene duramente contestata da Andrea Di Stanislao, cittadino rosetano residente a Cologna Spiaggia, che interviene pubblicamente contro la misura definendola un arretramento culturale e sociale.
“Fare uno stabilimento per i diversamente abili non è una soluzione, ma è un modo per sottolineare le differenze”, afferma Di Stanislao, criticando l’impostazione della proposta e sostenendo che l’idea di uno spazio “riservato” rischia di trasformarsi in una segregazione di fatto.
Nel suo intervento, Di Stanislao parla apertamente di una scelta che “fa rabbrividire al solo pensiero” e la descrive come “una sorta di ghetto”, sottolineando come l’inclusione passi invece dalla possibilità di frequentare gli stessi luoghi e gli stessi servizi in condizioni di pari accessibilità.
Secondo Di Stanislao, la misura non rappresenterebbe “un passo in avanti” ma “un ritorno al passato”, interpretato come un segnale negativo rispetto al percorso svolto negli anni per l’abbattimento delle barriere fisiche e sociali. Il cittadino rosetano, che convive con una disabilità congenita e da sempre è attento alle tematiche dell’inclusione, punta il dito contro quella che definisce una visione “retrograda e incivile”, capace – a suo dire – di cancellare i progressi raggiunti in tema di integrazione.
Da qui l’appello diretto all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nugnes: “Ora mi aspetto un passo indietro da parte del sindaco e della sua maggioranza”, dice Di Stanislao, chiedendo una revisione dell’impostazione del Piano.
La richiesta è chiara: eliminare la concessione esclusiva e prevedere invece interventi strutturali per rendere accessibili tutti gli stabilimenti balneari. “Noi disabili abbiamo il diritto di poter scegliere in quale lido recarci così come possono fare tutte le persone normodotate”, sottolinea.
Di Stanislao indica quindi quella che, a suo avviso, sarebbe la strada corretta: un Piano demaniale che imponga l’abbattimento delle barriere da parte di ogni stabilimento e che cancelli la previsione di uno spazio “riservato a disabili e poveri”, ritenuta discriminatoria.
“Questa sì che sarebbe una grande conquista civile e sociale per Roseto”, conclude.

