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Screenshot_2026-01-17_alle_06.17.07.pngTutto comincia circa un anno fa, in un’abitazione lungo la costa teramana, finita all’attenzione delle forze dell’ordine e poi della magistratura. Con la telefonata di un bambino al 112 : «Venite, mia madre ci massacra di botte». Negli atti si parla di urla, offese e un linguaggio aggressivo rivolto ai piccoli, di 5, 9 e 12 anni, con episodi di percosse ripetute. In particolare, sarebbero stati riferiti schiaffi e colpi tali da lasciare segni e, in alcuni casi, da provocare sanguinamenti. Durante i litigi tra fratelli, come riferisce il Messaggero oggi in edicola, inoltre, la madre sarebbe intervenuta ricorrendo anche a oggetti domestici, come un cucchiaio di legno o il manico della scopa, non come semplice minaccia ma colpendo realmente i bambini. A dare ulteriore peso al quadro accusatorio, anche molti certificati medici. La donna ha avanzato richiesta di patteggiamento, con possibilità di sostituzione della pena attraverso lavori di pubblica utilità