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Non sarebbe stato né un infarto fulminante né un malore improvviso a causare la caduta dal furgone e la morte di Renato Zinilli, teramano di Nerito di Crognaleto. È quanto emerge dall’autopsia disposta dalla Procura di Teramo sul corpo dell’operaio di 65 anni deceduto mercoledì mattina mentre era al lavoro nel centro storico di Castiglione Messer Raimondo.  L’esame autoptico, eseguito all’obitorio dell’ospedale Mazzini, ha escluso cause naturali immediate come all’origine del decesso, aprendo così nuovi scenari investigativi sulle circostanze che hanno portato alla caduta a peso morto dal mezzo su cui l’uomo si trovava. Alla luce dei primi riscontri, il sostituto procuratore Silvia Scamurra ha disposto ulteriori accertamenti e nuovi rilievi. Per ora sembra essere stato riscontrato un forte trauma toracico che potrebbe essere il vero motivo del decesso. L’obiettivo è comunque quello di chiarire con precisione quale sia stata la reale causa della morte e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, anche in relazione alle condizioni di lavoro e di sicurezza presenti al momento dell’incidente.renato_zimilli.png