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LEXLEXUna quotidianità capovolta in pochi minuti di sala operatoria. È da quel momento che un giovane di 21 anni si è ritrovato, di fatto, a diventare il principale punto di riferimento per la madre, oggi costretta sulla sedia a rotelle dopo un intervento chirurgico finito male. Una trasformazione improvvisa che, secondo il tribunale civile di Ancona, merita un ristoro economico. L’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche è stata condannata a riconoscere al ragazzo 75mila euro per il danno da compromissione del rapporto parentale. La vicenda risale al marzo 2017, quando la donna, abruzzese, allora 56enne, era stata operata all’ospedale di Torrette, ma durante l’intervento, i tentativi di posizionamento di un drenaggio lombare avrebbero provocato una lesione spinale con esiti gravissimi: difficoltà marcate nel camminare e nel mantenere la posizione eretta, impossibilità di lavorare e perdita dell’autonomia personale. Per quelle conseguenze, quantificate in un’invalidità permanente del 60%, la paziente aveva già ottenuto un risarcimento nel 2022. Diversa ma collegata la posizione del figlio, residente con la madre a Pescara. Il giudice ha riconosciuto che l’impatto psicologico e pratico dell’accaduto ha inciso profondamente sulla sua vita: la percezione quotidiana delle condizioni della madre e il brusco mutamento delle sue abitudini hanno determinato sofferenza e turbamento.