


Si è protratto per oltre due ore il sopralluogo tecnico effettuato nel cantiere di Castiglione Messer Raimondo dove, mercoledì scorso, ha perso la vita Renato Zinilli, operaio 66enne impegnato nei lavori di ricostruzione. L’intervento, definito dagli addetti ai lavori “accertamento tecnico non ripetibile”, ha avuto l’obiettivo di chiarire le dinamiche dell’incidente e individuare le responsabilità.VZinilli, originario di Nerito di Crognaleto e residente a Teramo, è deceduto mentre stava operando nell’area di carico di un camion. In un primo momento si era ipotizzato un malore improvviso, ma gli esiti dell’esame autoptico hanno cambiato il quadro, aprendo ufficialmente un fascicolo per omicidio colposo. Nel registro degli indagati risultano ora il titolare dell’azienda per cui l’uomo lavorava e un preposto alla sicurezza. L’autopsia avrebbe evidenziato la presenza di due fratture craniche, oltre a lividi ed escoriazioni, elementi che – secondo l’avvocato Michele Di Giuseppe, legale dei familiari – farebbero pensare a un trauma provocato dalla caduta di materiale durante le operazioni di cantiere. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro di Teramo, che hanno effettuato rilievi approfonditi anche tramite drone, raccolto campioni biologici e controllato il funzionamento e il carico della gru presente nell’area. Diverse attrezzature sono state poste sotto sequestro per consentire ulteriori verifiche. La salma resta al momento a disposizione dell’autorità giudiziaria teramana, che prosegue le indagini per chiarire con esattezza cosa sia accaduto e accertare eventuali violazioni delle norme di sicurezza.

