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5c4dc3f2915fa104ab08ddca1ae76e31.webpNove anni di attesa, promesse e progetti, ma nessuna casa in vista. Per circa 110 persone della frazione Ponzano di Civitella del Tronto, costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo la frana del febbraio 2017, la ricostruzione resta un percorso incompiuto, nonostante piani approvati, fondi stanziati e cantieri annunciati. La comunità aveva scelto, fin dall’inizio, una strada precisa: non disperdersi, ma restare unita e ripartire insieme. D’intesa con Governo, Protezione civile e Regione, il futuro degli sfollati è stato legato alla ricostruzione post-sisma 2016-2017 del Centro Italia, con l’idea di spostare l’intero abitato in un’area diversa, a Sant’Eurosia, a pochi chilometri dal vecchio borgo. Le nuove abitazioni sarebbero state finanziate attraverso i fondi dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, mentre alle famiglie sarebbe stato riconosciuto, nel frattempo, il Contributo di autonoma sistemazione.

Il Piano attuativo arriva nel 2020. Il Comune avvia un progetto di urbanizzazione dell’area individuata, con un investimento di 4,2 milioni di euro, lasciando poi ai circa 110 proprietari che hanno aderito al programma la realizzazione delle singole case. Nel settembre 2023, il simbolico avvio del cantiere: cerimonia ufficiale, presenza delle istituzioni regionali, dei vertici dell’Usr, delle amministrazioni locali e del Comitato dei residenti.

A distanza di oltre un anno, però, sul terreno destinato alla “Nuova Ponzano” non si vedono opere in corso, scrive oggi l'Ansa Abruzzo. Recinzioni, cartelli e una ruspa sono, al momento, gli unici segni tangibili di un progetto che fatica a decollare. L’attività dell’impresa incaricata è stata sospesa per problemi emersi sui sistemi di raccolta delle acque fognarie e per ulteriori criticità tecniche.

Il 16 gennaio scorso, in una riunione in municipio a Civitella del Tronto, enti e soggetti coinvolti hanno ribadito l’impegno a individuare soluzioni rapide per sbloccare lo stallo e consentire la ripresa dei lavori. Per gli sfollati, tuttavia, il tempo continua a scorrere senza risposte concrete: nove anni dopo la frana che trascinò a valle 60 ettari di terreni, strade e infrastrutture, insieme a 31 fabbricati abitati da 39 famiglie, il ritorno a una vita normale resta ancora una promessa da mantenere. La notizia viene pubblicata oggi senza che ve ne sia un motivo o ci sia stato un incontro o venga citata una fonte che ne denunci lo stato.