Oggi le nostre relazioni sociali si costruiscono negli spazi fisici, ma ancor più in quelli digitali. Allo stesso modo l’integrazione tra le due dimensioni ha conquistato la sfera commerciale. Oggi, però, il phygital è già entrato a pieno titolo anche nel mondo dell’arte e dello spettacolo.
Siamo chiamati ad interagire con la realtà che viene rappresentata in una performance, su un palco o in una mostra in svariati modi. Con app, visori o altri dispositivi indossabili la fruizione stessa si trasforma in quanto non più ad uso esclusivo della vista. Possiamo viaggiare in altri universi oppure toccare oggetti presenti solo nella sfera digitale, come se vivessimo contemporaneamente in due realtà parallele che si sovrappongono.
Nella dimensione phygital si serve di contenuti multimediali, avatar, sensori, proiezioni e nuove tecnologie per creare esperienze emozionali, ma soprattutto personalizzate. Oggi anche diversi programmi televisivi sono supportati dai profili social, che in più occasioni consentono agli spettatori di votare i concorrenti in gara. Nella sfera virtuale si decide allora l’andamento dello spettacolo che avviene nel luogo fisico.
A teatro, invece, lo spettatore è chiamato sempre più spesso a fare scelte narrative. Si sperimentano più di frequente eventi che portano il pubblico, con l’ausilio di un pulsante o altri mezzi, ad esprimere un’opinione, a decidere l’andamento della storia e persino a trasformarsi in protagonista diretto.
È questo il caso di The Jury Experience, ove gli spettatori sono chiamati a vestire i panni di giudici popolari e ad emettere un verdetto su un caso giudiziario molto complesso. Ne consegue che il rapporto tra performer e spettatore diventa più interattivo, dinamico e stimolante, soprattutto per quest’ultimo.
Si spiega così anche il successo di tutte quelle esperienze digitali che riprendono il linguaggio dello spettacolo dal vivo e dei format televisivi. Eventi interattivi, giochi online strutturati come show, quiz in streaming e live experience digitali puntano sempre più sul coinvolgimento emotivo dello spettatore, chiamato a partecipare attivamente all’azione. Format che combinano regia, musica, luci e momenti di suspense, come accade in alcuni giochi live ispirati proprio ai game show televisivi, tra cui il Crazy Time online, che si configura come uno spettacolo a tutti gli effetti, progettato per favorire l’interazione e il coinvolgimento continuo del giocatore.
Il giocatore/spettatore rimane fisicamente nel suo spazio, ma vive un’esperienza multisensoriale inedita. Ed ecco che il phygital diventa un’occasione per gli operatori del settore, ma anche un’opportunità per il pubblico di scoprire nuovi modi di interazione e, perché no, anche nuove dimensioni di sé.

