Per una fornitura di foraggio non pagata, hanno dato fuoco ad un’azienda agricola di Dino Rossi, portavoce degli agricoltori abruzzesi. All’inizio, andò in fiamme una rotopressa, qualche settimana dopo un’auto parcheggiata all’interno del capannone: le fiamme provocarono l’esplosione dei vetri, la fuga dei bovini dalla stalla e resero inutilizzabile parte della struttura. I danni furono stimati in oltre centomila euro. Avvertimenti in stile mafioso, che non hanno spinto il proprietario dell’azienda a pagare la fornitura (che era stata contestata perché non di buona qualità), ma a denunciare i due fornitori, incastrati poi dal fatto che, mentre si trovavano all’interno della caserma di Castel di Sangro, i due, un uomo e una donna, si sarebbero accordati su cosa raccontare e su come giustificare la loro presenza nei pressi dell’azienda colpita dagli incendi, senza sapere di essere registrati. Il Tribunale dell’Aquila li ha condannati a tre anni e sei mesi di reclusione.
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