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Un’attività capillare, diffusa su tutto il territorio e concentrata sui principali fronti dell’illegalità ambientale. È il bilancio dell’ultimo anno di operazioni svolte dal Comando Carabinieri Tutela Forestale e Parchi attraverso il Comando Regione “Abruzzo e Molise” e i circa cento Nuclei Forestali e Parco presenti nelle due regioni. I numeri restituiscono la dimensione dell’impegno: oltre 115 mila verifiche effettuate, quasi 900 persone denunciate all’autorità giudiziaria e sanzioni amministrative che superano complessivamente 1,2 milioni di euro. Le attività si sono concentrate principalmente sulla difesa del territorio, sulla protezione della fauna, sul contrasto ai reati legati ai rifiuti e sulla prevenzione degli incendi boschivi, ambiti che rientrano tra le competenze storiche della specialità forestale dell’Arma.

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Territorio e paesaggio sotto osservazione

La tutela del territorio ha rappresentato il settore con il maggior numero di interventi. I controlli hanno interessato soprattutto l’edilizia e l’urbanistica, comparto nel quale si registra il più alto numero di procedimenti penali e di persone denunciate. Seguono le irregolarità nel pascolo, che da sole concentrano oltre un quarto delle condotte penalmente rilevanti, e le violazioni riscontrate in ambito di polizia fluviale e utilizzazioni boschive.

Sul fronte della prevenzione, in particolare nei periodi a maggiore rischio, i militari hanno affiancato all’attività repressiva anche un’intensa azione di sensibilizzazione della popolazione, arrivando comunque a contestare 33 illeciti amministrativi.

Fauna, flora e benessere animale

Grande attenzione è stata riservata ai reati contro gli animali: maltrattamenti, bracconaggio e irregolarità nel prelievo venatorio, oltre alla tutela degli animali d’affezione, concentrano circa il 90% dei reati accertati nel settore e una percentuale analoga delle sanzioni.

Per quanto riguarda la flora, la maggior parte delle violazioni ha natura amministrativa ed è collegata soprattutto al transito fuoristrada non autorizzato e alla raccolta e commercializzazione irregolare di funghi.

Incendi: prevenzione e repressione

Nel comparto antincendio sono stati svolti quasi 6 mila servizi di prevenzione e oltre 1.500 controlli mirati. Le attività hanno portato all’accertamento di più di 115 reati e alla denuncia di 16 persone per responsabilità dolose o colpose. Oltre la metà dei roghi risulta di origine dolosa, mentre quasi il 48% ha interessato aree boscate. L’Abruzzo concentra circa il 58% dei reati accertati, con la provincia dell’Aquila tra le più colpite.

Rifiuti e discariche: il settore più critico

Il contrasto alla gestione e allo smaltimento illecito dei rifiuti rappresenta uno dei capitoli più impegnativi: in questo ambito si concentra circa un terzo dei reati complessivi e oltre il 39% delle persone denunciate. Le violazioni più frequenti riguardano la normativa europea sulla gestione dei rifiuti e sulla bonifica dei siti inquinati, seguite dall’abbandono e dal deposito incontrollato.

Numerosi anche i casi legati a discariche abusive, veicoli fuori uso, sottoprodotti di origine animale, rifiuti sanitari e amianto.

Inquinamento idrico e atmosfera

Un peso rilevante ha avuto l’azione contro l’inquinamento delle acque, settore nel quale si registra il maggior numero di reati e di sanzioni amministrative. Particolare attenzione è stata rivolta agli scarichi di frantoi oleari, all’uso agronomico delle acque di vegetazione e alle emissioni in atmosfera.

Agroalimentare e aree protette

Non meno significativo l’impegno nel comparto agroalimentare e nella tutela della salute pubblica, oltre che nel contrasto alle frodi ai danni dell’Unione Europea e degli enti che erogano contributi e ristori per danni da fauna selvatica. Costante anche l’attività di vigilanza nelle aree protette.

Nel corso della presentazione dei risultati è stato infine illustrato il calendario Cites 2026, dedicato alla tutela delle specie protette.