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Non una polemica sterile, ma una richiesta di rispetto. È questo il senso dell’intervento della dirigente scolastica Caterina Provvisiero, alla guida dell’Istituto Agrario e dell’Alberghiero di Teramo, che rivendica per i propri studenti lo stesso trattamento riservato ai maturandi dei licei, sia in termini di attenzione mediatica sia di riconoscimento del valore dei percorsi di studio. «Ogni anno – sottolinea la preside – quando escono le materie della maturità, ai telegiornali e sui giornali si parla quasi esclusivamente dei licei. Le nostre discipline, invece, spesso neppure vengono nominate. È come se non esistessero, ed è un segnale sbagliato». Una disparità che, secondo Provvisiero, non ha alcuna giustificazione: «Non siamo inferiori ai licei, anzi. I nostri ragazzi affrontano programmi complessi, con una forte componente tecnica e pratica che richiede competenze specifiche e grande preparazione». Nei corsi dell’Agrario e dell’Alberghiero, infatti, gli studenti studiano materie che spaziano dalle scienze agrarie alla chimica degli alimenti, dalla gestione aziendale alle tecniche di sala e cucina, fino alle lingue straniere applicate al turismo. Un bagaglio formativo che consente, da un lato, un rapido inserimento nel mondo del lavoro e, dall’altro, l’accesso all’università, al pari dei coetanei dei licei. «Chiediamo soltanto pari dignità – ribadisce la dirigente –. I nostri studenti si preparano con lo stesso impegno, vivono le stesse ansie e aspettative e sostengono un esame di Stato identico per importanza e valore». L’appello è anche rivolto ai mezzi di informazione, affinché raccontino con maggiore equilibrio l’universo della scuola italiana, dando spazio a tutte le tipologie di istituti e non solo ai percorsi tradizionalmente più celebrati. «Raccontare le nostre materie, i nostri progetti e i nostri successi – conclude Provvisiero – significa riconoscere il lavoro quotidiano di studenti e docenti e contribuire a superare stereotipi che non rispecchiano più la realtà». Una richiesta semplice, ma carica di significato: mettere tutti gli studenti sullo stesso piano, perché la maturità, qualunque sia l’indirizzo, ha per tutti lo stesso peso e la stessa dignità.