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GIORNODUESCIOPERO.jpegSecondo giorno di sciopero della fame in difesa del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Mazzini di Teramo. La protesta, promossa dal giornalista Giancarlo Falconi, prosegue nel segno di una mobilitazione che sta raccogliendo consensi trasversali e un’ampia partecipazione civica. Nella giornata di oggi il presidio si è spostato davanti al lotto principale dell’ospedale teramano, diventando un punto di interesse per cittadini, operatori sanitari e rappresentanti istituzionali che hanno voluto esprimere solidarietà all’iniziativa. Tra le adesioni ufficiali quelle dell’ex assessore Valdo Di Bonaventura e del segretario provinciale Ugl Sanità Matteucci, oltre a numerosi cittadini che hanno deciso di affiancare Falconi in questa forma di protesta estrema. Molte le testimonianze arrivate nel corso della mattinata, alcune delle quali destinate a far discutere. In particolare ha suscitato attenzione l’intervento della consigliera regionale Marilena Rossi (Fratelli d’Italia), considerato che l’obiettivo primario della protesta è il piano sanitario regionale, ritenuto penalizzante per il territorio teramano. «La responsabilità è dei burocrati che vogliono colpire Teramo – ha dichiarato Rossi – non della politica, che anzi sta facendo la sua parte attraverso l’assessore Verì e il presidente Marsilio». Parole che riaccendono il dibattito sulle scelte programmatiche regionali. A margine della mobilitazione, si registra anche l’ennesima azione di disturbo da parte di gruppi no vax che, sui social, hanno preso di mira Falconi con attacchi e accuse, per ragioni rimaste poco chiare a tutti, tranne che agli stessi ambienti complottisti. Lo sciopero della fame, fanno sapere gli organizzatori, continuerà nei prossimi giorni finché non arriveranno segnali concreti sul futuro del reparto di Malattie infettive.