Continuano i monitoraggi nell’area di via Santa Lucia, a Silvi Alta, dove il 25 gennaio scorso un movimento franoso ha provocato criticità significative sul versante e sulla sede stradale. Nella mattinata di oggi il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, ha raggiunto il luogo dell’evento per un sopralluogo operativo insieme al sindaco e ai tecnici comunali, al termine di un breve incontro di coordinamento. L’obiettivo è fare il punto sull’evoluzione del dissesto e individuare le azioni più idonee da mettere in campo nei prossimi giorni. Secondo quanto emerso, il quadro geologico presenta elementi di complessità che impongono un’analisi approfondita sia delle caratteristiche del terreno sia del sistema delle acque sotterranee. Per questo sono stati avviati ulteriori studi specialistici con il supporto di geologi, necessari a individuare con precisione le cause del fenomeno prima di procedere con interventi strutturali. «Siamo intervenuti immediatamente dopo l’accaduto, lavorando in sinergia con il Comune e con tutte le componenti operative – ha spiegato Scelli –. Solo comprendendo a fondo l’origine del problema sarà possibile progettare soluzioni realmente efficaci e durature, garantendo i massimi standard di sicurezza». In via cautelativa è stata disposta, d’intesa con l’amministrazione comunale, l’evacuazione di due abitazioni situate nella parte sovrastante l’area interessata dal movimento franoso. Una misura preventiva adottata per tutelare l’incolumità dei residenti. L’attenzione resta alta anche sulla viabilità, considerato che via Santa Lucia rappresenta un collegamento strategico per il centro storico di Silvi Alta. I tecnici stanno valutando le condizioni della strada e le eventuali limitazioni necessarie fino al ripristino completo della sicurezza. La situazione resta dunque sotto costante osservazione, in attesa degli esiti delle indagini geologiche che consentiranno di definire il piano definitivo di intervento.

