C’è però chi contesta apertamente la ricostruzione fornita dalla dirigente Daniela Baldassarre. È il commerciante Luca Boschi, che nella giornata di ieri ha invitato la stampa sul posto per denunciare una situazione che, a suo dire, va avanti da tempo e che non può essere ridotta a un semplice malfunzionamento tecnico. «È assolutamente impossibile che dentro non ci sia qualcuno. Qualcuno c’è nel Delfico, e di questo siamo molto preoccupati», afferma. «Questo è diventato un luogo abbandonato, senza un vero controllo. È facilissimo scavalcare ed entrare. Basta fare un giro intorno all’edificio per rendersene conto». Secondo Boschi, il problema non riguarda solo l’episodio delle luci accese o delle presenze intraviste, ma una condizione generale di vulnerabilità. «Qui serve più attenzione. Bisogna sigillare tutto davvero, mettere in sicurezza ogni accesso. Non si può pensare che bastino catene e lucchetti se poi chiunque può introdursi da altri punti». Parole che aggiungono un ulteriore livello di tensione a una vicenda già carica di interrogativi: da una parte le verifiche ufficiali che non riscontrano segni di effrazione, dall’altra la percezione, condivisa da alcuni residenti e commercianti della zona, che l’edificio non sia affatto impenetrabile. Nel mezzo, un palazzo chiuso, luci che si accendono, testimonianze contrastanti e una comunità che chiede risposte chiare.

