
Casco non indossato, assicurazione assente e sciatori sotto l’effetto di alcol o droghe: sono queste le violazioni più ricorrenti accertate sulle piste della provincia dell’Aquila dall’inizio della stagione sciistica. I controlli hanno già portato all’elevazione di 46 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di circa 3.200 euro, nell’ambito delle attività di vigilanza svolte dai carabinieri nei principali comprensori montani abruzzesi. Le multe rientrano in un più ampio bilancio operativo che conta oltre 200 servizi di controllo effettuati in quota e 269 interventi di soccorso e assistenza agli utenti delle piste. Complessivamente sono stati impiegati 384 militari del Comando provinciale dell’Aquila, con il supporto della componente forestale, impegnati quotidianamente nei comprensori di Campo Imperatore, Ovindoli-Monte Magnola, Roccaraso e Campo Felice. Particolare attenzione è rivolta al rispetto delle norme di sicurezza, soprattutto dopo l’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato del casco previsto dal decreto legislativo 96 del 30 giugno 2025. Non mancano inoltre i controlli sullo stato psicofisico degli sciatori, effettuati con etilometri e drug test, per contrastare comportamenti pericolosi sulle piste. L’attività svolta in Abruzzo si inserisce nel dispositivo di sicurezza nazionale che accompagnerà i Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026, inaugurati ieri sera, evento destinato a riportare l’attenzione internazionale sulle montagne italiane. Un contesto nel quale l’Arma dei Carabinieri può contare su una presenza storica in ambiente montano, avviata già nel 1922 con l’introduzione dei militari sciatori lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica. La preparazione del personale resta un elemento centrale del sistema: l’addestramento specialistico viene curato al Centro Carabinieri Addestramento Alpino di Selva di Val Gardena, mentre al Distaccamento alpino di Auronzo di Cadore si forma il personale forestale impegnato anche nel servizio Meteomont. Un insieme di competenze che, dall’attività quotidiana sulle piste locali, contribuisce alla sicurezza complessiva delle aree montane italiane.

