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629723315_1548016746905715_217558127569032101_n.jpgSi è spento a 96 anni Antonino Zichichi, uno dei protagonisti più riconoscibili della scienza italiana del secondo Novecento. Fisico delle particelle di fama internazionale, il suo nome è legato soprattutto a un’intuizione destinata a cambiare il panorama della ricerca europea: portare la grande scienza sotto la montagna, nel cuore del Gran Sasso. Fu infatti tra i principali promotori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi uno dei più importanti centri di ricerca sotterranei al mondo. Un progetto ambizioso, nato negli anni Settanta e concretizzato durante la sua presidenza dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dal 1977 al 1982, che segnò una svolta per la fisica sperimentale italiana. Nato a Trapani nel 1929, Zichichi si laureò in fisica all’Università di Palermo e avviò presto una carriera internazionale. Lavorò negli Stati Uniti al Fermilab di Chicago e in Europa al CERN di Ginevra, partecipando allo sviluppo della fisica delle particelle in una fase decisiva per la disciplina. Dal 1965 al 2006 fu professore ordinario all’Università di Bologna, formando generazioni di studenti e ricercatori. Accanto all’attività accademica, Zichichi scelse con convinzione la strada della divulgazione. Divenne un volto familiare al grande pubblico, difendendo il metodo scientifico e ingaggiando battaglie frontali contro superstizioni, astrologia e pseudoscienze, in nome di una razionalità rigorosa.

Negli ultimi anni, tuttavia, alcune sue prese di posizione contribuirono a isolarlo progressivamente dal mondo scientifico. In particolare, le critiche al ruolo dell’uomo nei cambiamenti climatici e alla teoria dell’evoluzione darwiniana lo posero in contrasto con il consenso consolidato della comunità scientifica. Una figura, la sua, che continuò comunque a occupare uno spazio rilevante nel dibattito pubblico, anche grazie alla popolarità acquisita attraverso la satira, come l’imitazione proposta da Maurizio Crozza.

Non mancò una breve parentesi politica: nel 2012 accettò l’incarico di assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana, nominato dal presidente Rosario Crocetta, esperienza conclusa dopo pochi mesi per divergenze interne.

Con la scomparsa di Antonino Zichichi si chiude una stagione della scienza italiana fatta di grandi intuizioni, forte esposizione mediatica e contraddizioni mai nascoste. Una personalità capace di lasciare un segno profondo, nel bene e nel male, nel rapporto tra scienza, società e opinione pubblica.