
“I report sullo stato di avanzamento delle strutture sanitarie finanziate dal PNRR confermano una situazione estremamente preoccupante anche nella provincia di Teramo”.
Lo dichiara Elvezio Zunica, presidente provinciale di Italia Viva.
“Ben sette strutture tra Ospedali di comunità e Case della salute risultano ferme ben al di sotto del 30% dello stato di avanzamento. Un ritardo grave, che espone concretamente il territorio al rischio di restituzione dei fondi PNRR, pari a circa 15 milioni di euro, come previsto dalle norme europee che fissano scadenze stringenti al 31 marzo, o al più tardi al 30 giugno”, afferma Zunica.
Ma il dato più allarmante è strutturale e politico: la Regione Abruzzo non ha avuto il coraggio di avviare una vera riorganizzazione dell’offerta ospedaliera. In una regione di appena 1,2 milioni di abitanti continuano a operare ben 23 ospedali, tra pubblici e privati accreditati, un numero del tutto sproporzionato che rende impossibile liberare personale e risorse da destinare alla medicina territoriale, come invece il PNRR richiede.
La mancata semplificazione della rete ospedaliera ha prodotto un effetto paradossale: si programmano nuove strutture territoriali senza creare le condizioni per farle funzionare, perché non si è voluto ripensare il sistema ospedaliero nel suo complesso. È un errore strategico che oggi paghiamo sia sul piano organizzativo sia su quello finanziario.
Secondo Italia Viva, questa impostazione si riflette anche nelle scelte sul nuovo ospedale di Teramo, un progetto che presenta criticità evidenti: dalla decisione di realizzarlo sullo stesso sito dell’attuale ospedale, con tutte le difficoltà logistiche e funzionali che ne derivano, fino alla totale insufficienza delle risorse economiche disponibili per completare l’intera opera.
“Si procede infatti – sottolinea Zunica – per lotti funzionali, ripiegando sulla costruzione di un unico lotto che rischia di restare tale per un tempo indefinito. Una scelta che genera incertezza, non risolve i problemi strutturali dell’attuale presidio e sottrae risorse e attenzione a quella medicina di prossimità che dovrebbe essere il vero asse portante della riforma”.
Così viene meno il principio fondamentale della sanità "vicina alla persona": la medicina territoriale, pensata per affrontare cronicità, presa in carico e prevenzione attraverso strutture a basso costo e ad alta integrazione, resta sulla carta. In Abruzzo, invece, il concetto di prossimità continua a essere declinato quasi esclusivamente in chiave ospedaliera, con il rischio di rendere l’ospedale stesso inefficace ed inefficiente.
“Di fronte a questo scenario – conclude Zunica – qualcuno deve assumersi la responsabilità di questi fallimenti. In primo luogo la dirigenza politica, ma anche quella amministrativa, nella misura in cui non è stata in grado fino ad ora di rispettare i tempi e gli obiettivi imposti dall’Europa. Italia Viva chiede un’analisi rigorosa, trasparente e senza sconti. È una richiesta che viene dai cittadini e alla quale non ci si può sottrarre”.
Elvezio Zunica - Presidente provinciale di Italia Viva

