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CONVITTODELFICO

Negli ultimi giorni stanno circolando diversi articoli di stampa riguardanti un presunto utilizzo illecito dello stabile storico del Liceo Classico “Delfico Montauti” da parte di soggetti non autorizzati, con episodi documentati e attualmente oggetto di attenzione mediatica. Come studenti sentiamo il bisogno di intervenire pubblicamente non per entrare nel merito delle indagini o delle responsabilità — che spettano alle autorità competenti — ma per dare voce a ciò che, troppo spesso, rimane in secondo piano: il punto di vista di chi quella scuola la vive, la ama e continua a sentirla propria, anche a distanza.

Per noi il Delfico non è solo un edificio, é identità, memoria, appartenenza. Esso costituisce un luogo che per decenni ha rappresentato un paradigma di cultura, formazione e civiltà e che oggi, inevitabilmente, ha visto incrinarsi il proprio valore simbolico e sociale, non per colpa della comunità studentesca — che ha dimostrato resilienza e maturità — ma per il protrarsi di una condizione di stallo che ha trasformato un luogo di sapere in un emblema di inerzia, abbandono e inciviltà. Il rischio, ormai concreto, è che il Delfico venga ricordato più per ciò che è diventato, che per ciò che è stato. Ed è proprio questo fallimento collettivo, prima ancora che strutturale, a interrogarci come cittadini.

Il Delfico incarna il sapere attraverso cui generazioni di studenti hanno costruito il proprio percorso umano e culturale. Vederlo comparire sui giornali esclusivamente in relazione a degrado, incuria o utilizzi impropri è un dolore difficile da spiegare a parole.

Ogni notizia che riguarda la nostra scuola e che non contiene nemmeno un accenno concreto alla possibilità di far iniziare i lavori e di restituzione dello stabile alla comunità scolastica viene vissuta da noi studenti con un senso crescente di sconforto. Ci sentiamo come se il nostro futuro venisse continuamente sospeso, come se la nostra storia fosse ferma, bloccata dietro cancelli chiusi e titoli amari. Non vogliamo alimentare polemiche né strumentalizzazioni. Chiediamo attenzione, rispetto e una prospettiva. Chiediamo che, accanto alla cronaca, si torni a parlare anche di soluzioni, di tempi, di impegno per restituire il Delfico alla sua funzione naturale: essere una scuola viva, abitata da studenti, docenti e progetti. La comunità studentesca ed educante non è un dettaglio marginale di questa vicenda: è la parte più direttamente colpita, quella che ogni giorno continua a portare avanti il nome del Delfico lontano dal suo edificio, con dignità e senso di responsabilità. Speriamo che le istituzioni competenti possano fornire presto risposte chiare e che il racconto mediatico di questa situazione possa tornare a includere anche la speranza, non solo l’abbandono.

Perché per noi il Delfico non è un caso di cronaca.
È Casa.
-Studenti del Liceo Classico.