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 Anche quest’anno il 10 febbraio, data in cui in Italia si celebra il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmatofiumano, ha visto la città di Teramo impegnata in due momenti commemorativi, ma caratterizzati da una partecipazione più che contenuta. Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza civile istituita nel 2004 per non dimenticare le migliaia di italiani uccisi nelle cavità carsiche e costretti all’esodo dopo la Seconda guerra mondiale nel confine orientale. La prima cerimonia si è svolta alle ore 9.00 nei Giardini “Giuseppe Micheletti”, dedicati all’omonimo martire delle foibe e medaglia d’argento al valor civile. Qui la vicesindaca Stefania Di Padova ha deposto una corona d’alloro, così come ha fatto il consigliere comunale Franco Fracassa, e sono intervenute alcune autorità civili, militari e religiose per una breve commemorazione in memoria delle vittime e dell’esodo delle comunità istriane, fiumane e dalmate. Era attesa una più ampia partecipazione, ma la presenza si è limitata a pochi cittadini e rappresentanti istituzionali: non si sono viste classi di studenti né iniziative di coinvolgimento della comunità scolastica. A seguire, alle 10.30 in Via Palatucci, davanti alla stele dedicata a Giovanni Palatucci — il questore di Fiume riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato persone perseguitate dalle leggi razziali e morto nel campo di concentramento di Dachau — la Questura di Teramo ha organizzato un secondo momento commemorativo. Anche qui l’affluenza è risultata contenuta e circoscritta soprattutto a pochi rappresentanti istituzionali e forze dell’ordine, senza la partecipazione di gruppi di giovani o studenti.