Emergenza abitativa a Teramo: Osservatorio permanente abbandonato e assenza di una strategia concreta, mentre cresce il disagio sociale. Da oltre due anni, con l’insediamento della nuova Giunta guidata dal Sindaco Gianguido D’Alberto, il tema dell’emergenza abitativa nel Comune di Teramo continua a rimanere privo di risposte strutturali e di un reale confronto con le parti sociali. L’Assessora alle Politiche Abitative, Stefania Di Padova, ha convocato una sola riunione con i rappresentanti sindacali degli inquilini (SUNIA, SICET, UNIAT e sindacati autonomi), per poi abbandonare il tavolo di trattativa, determinando di fatto l’interruzione dell’Osservatorio permanente sull’emergenza abitativa, strumento essenziale per l’analisi dei bisogni e la definizione di soluzioni condivise. Una scelta grave e incomprensibile, soprattutto in una fase in cui l’emergenza è evidente: decine di persone sono costrette a dormire in strada e presso la stazione ferroviaria, esposte a temperature rigide e a condizioni di estrema precarietà, mentre numerose famiglie fragili attendono risposte concrete che non arrivano. Emblematico è il caso di via Longo, che continua a rimanere senza un programma vero, chiaro e definito. Mancano una pianificazione credibile, tempi certi e indicazioni sulle risorse e sulle finalità degli interventi, lasciando inutilizzato un patrimonio che potrebbe rappresentare una risposta concreta all’emergenza abitativa. A questo quadro già critico si aggiungono scelte legislative nazionali che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione. Il disegno di legge proposto dalla deputata Buonguerrieri appare infatti peggiorativo rispetto all’attuale emergenza abitativa, introducendo sette punti critici in materia di sfratti. Il Sicet non può che esprimere netta contrarietà a velocizzare gli sfratti L’emergenza casa non può essere affrontata con interventi sporadici o annunci privi di contenuti. È indispensabile costruire politiche efficaci fondate sulla conoscenza diretta delle situazioni di disagio. Per questo è necessario coinvolgere in modo stabile e strutturato i sindacati degli inquilini, che svolgono un ruolo fondamentale di rappresentanza, prevenzione dei conflitti sociali e supporto alle istituzioni nella costruzione di soluzioni eque e sostenibili. Chiediamo pertanto: la riattivazione immediata dell’Osservatorio permanente sull’emergenza abitativa; il coinvolgimento strutturale dei sindacati degli inquilini nelle politiche abitative comunali; un piano straordinario di interventi immediati per le persone senza dimora; chiarezza su via Longo e sugli altri immobili destinabili all’emergenza abitativa; il reperimento e l’utilizzo di risorse comunali, regionali e nazionali dedicate. Il diritto alla casa è un diritto fondamentale e rappresenta un indicatore della responsabilità sociale e politica di un’Amministrazione. Continuare a rinviare le decisioni significa aggravare una crisi già profonda, con conseguenze sempre più gravi sul tessuto sociale cittadino. È tempo di assumersi responsabilità politiche chiare e di agire, subito.
SICET

