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La maggioranza ha rigettato la proposta di delibera che chiedeva la sospensione del project financing sui parcheggi a pagamento e un serio approfondimento tecnico ed economico. È una decisione grave, maturata al termine di un Consiglio comunale in cui il Sindaco, l’Assessore e il consulente KG Project hanno difeso un’operazione che aumenta i parcheggi blu, aumenta il numero di stalli a pagamento, aumenta le tariffe e prolunga la stagione della sosta a pagamento, scaricando i costi sui cittadini e sul Comune. 

I numeri non sono un’opinione  
Dai documenti ufficiali e dall’analisi del Comitato Civico “Tortoreto Attivo” emergono dati netti su 23 anni: 
- maggiore spesa per i cittadini per i parcheggi a pagamento: 7.602.000 euro;  
- minore incasso per il Comune: 2.905.000 euro.  

In totale oltre 10 milioni di euro di “costo di comunità” per ottenere opere il cui valore lavori è pari a 1.143.500 euro, e un quadro economico complessivo di investimento di 2.060.000 euro. 
La maggioranza ha scelto di ignorare questi numeri, preferendo affidarsi alla narrazione di un project “conveniente” perché finanziariamente sostenibile per il concessionario.

Il consulente “uomo di numeri” che gioca con le medie  
In Consiglio il dottor Sgargi di KG Project si è presentato come “uomo di numeri” ed esperto di rischio, ma il suo intervento ha avuto un obiettivo chiaro: smontare l’analisi del Comitato per salvare l’impianto del project financing. 

Lo ha fatto in tre modi che respingiamo con forza:  

- Ha accusato il Comitato di confrontare “pere con mele” perché il dato di 6,44 milioni (scenario attuale) sarebbe “privo di IVA”, mentre i 14,04 milioni della SIS comprendono IVA, ricavi da più stalli e un valore medio della tariffa di 1,70 euro. Ma la realtà è semplice: per i cittadini conta quanto pagano in totale in 23 anni, non l’eleganza delle distinzioni contabili. L’analisi del Comitato usa i numeri della stessa SIS e mette a confronto ciò che oggi i cittadini pagano e ciò che pagheranno domani. 

- Ha “ripulito” i ricavi SIS togliendo la parte attribuibile ai nuovi stalli, riducendo la maggiore spesa a 219.000 euro in 23 anni, cioè circa 9.500 euro l’anno, e poi l’ha spalmata su tutti i 12.016 abitanti per arrivare al messaggio: “è solo 0,97 euro l’anno per cittadino”. È un trucco comunicativo inaccettabile. Non tutti gli abitanti usano con la stessa intensità i parcheggi a pagamento: l’impatto reale pesa su residenti delle zone interessate, attività economiche e turisti, non su un “cittadino medio” astratto. Usare la divisione pro-capite serve solo a minimizzare un salasso pluriennale. 

- Ha imputato al Comitato di considerare “solo” 1.143.500 euro di lavori, ricordando che il quadro economico complessivo con progettazione, attrezzature e somme a disposizione porta l’investimento a 2.060.000 euro. Ma questo non migliora il rapporto costi/benefici, lo peggiora: a fronte di un esborso complessivo per la comunità di oltre 10 milioni di euro, l’investimento complessivo resta enormemente sbilanciato a favore del concessionario.

Il Sindaco e la teoria dei “furbetti”  
In aula il Sindaco è arrivato a sostenere che l’aumento delle tariffe e dei parcheggi blu servirà a colpire i “furbetti” che lasciano l’auto in mezzo alla strada o per mesi in sosta senza mai spostarla, costringendoli a usare i propri garage e posti privati. 
È un’affermazione che rovescia la realtà:  

- chi può permetterselo continuerà a non usare i parcheggi a pagamento o a parcheggiare dove trova,  
chi non ha alternative o lavora sul lungomare si troverà costretto a pagare molto di più o a inseguire disperatamente i pochi parcheggi bianchi liberi.  

Il risultato concreto non sarà la fine degli abusi, ma lo spostamento della pressione sui parcheggi bianchi e sulle vie interne, con un peggioramento evidente per i residenti nelle zone meno turistiche, già oggi in difficoltà nei mesi estivi. 
I “furbetti” non si combattono con un project da 23 anni, ma con regolamenti seri, controlli, rotazioni e una pianificazione attenta. ( soluzione suggerita in consiglio ben tre anni fa )

Una piazza mezza piazza e mezzo parcheggio  
Come opposizione lo ribadiamo: Tortoreto ha bisogno di una vera piazza, di luoghi di aggregazione, di spazi per ragazzi, famiglie, associazioni. Oggi il nostro Comune è carente di piazze vissute, teatri, sale convegni, spazi pubblici di qualità. 

Un project financing avrebbe avuto un senso se la società avesse proposto:  
- parcheggio interrato,  
- vera piazza in superficie,  
- soluzione strutturale ai problemi di sosta e di qualità urbana.  


Qui invece avremo “un po’ piazza e un po’ parcheggio”:  
- non una piazza pienamente fruibile,  
- non un piano parcheggi all’altezza,  
- ma un compromesso che non risolve né il problema dei luoghi di aggregazione né quello della sosta. 

Arroganza politica e documenti negati  
Gravissimo è anche il modo in cui è stata gestita la discussione:  

- l’Assessore ha citato in Consiglio valutazioni e documenti di KG Project sulle analisi del Comitato che non sono stati messi a disposizione dei consiglieri di minoranza, né prima né durante la seduta; 
- si è preteso di “smentire” il Comitato e l’opposizione appellandosi a relazioni tecniche non condivise, trasformando il Consiglio in una mera passerella a difesa di un progetto già deciso.

Questo è un vero atto di arroganza istituzionale e di bugia politica nei confronti delle opposizioni e dei cittadini. Chi è convinto della bontà dei numeri non ha paura di condividerli per tempo e per intero.

Tortoreto merita di meglio  
Tortoreto non merita un project financing che:  
- raddoppia le tariffe,  
- amplia i parcheggi blu,  
- prolunga la stagione della sosta a pagamento,  
- fa spendere ai cittadini milioni di euro in più,  
- riduce le entrate del Comune rispetto alla gestione diretta,  
- produce una “mezza piazza” che non risolve la carenza di veri spazi pubblici. 

Come opposizione continueremo a:  
- denunciare i limiti economici, sociali e urbanistici di questa operazione,  
chiedere la massima trasparenza su tutti gli atti, a partire dalle relazioni complete di KG Project e dall’asseverazione del PEF,  
- lavorare insieme al Comitato Civico “Tortoreto Attivo” e ai cittadini per soluzioni alternative che rispettino davvero l’interesse generale, senza trasformare la necessità di una piazza in un pretesto per un business ventennale sulla pelle dei tortoretani.