

Si chiama Matteo, ha 20 anni e dal 21 marzo la sua vita è cambiata per sempre. Per mesi ha combattuto contro una depressione profonda. Aveva chiesto aiuto a medici e specialisti, ma – racconta – nessuno avrebbe compreso fino in fondo il dolore che stava vivendo. Una sofferenza silenziosa, diventata sempre più pesante, fino al punto di spingerlo a un gesto estremo, il 21 marzo dell'anno scorso. Dopo una lunga battaglia interiore contro la voglia di morire, Matteo ha tentato il suicidio da ponte San Ferdinando. La caduta gli ha provocato la frattura delle vertebre cervicali C5-C6. Oggi vive su una sedia a rotelle, con una paralisi che interessa oltre il 70% del corpo e comporta una grave perdita di autonomia motoria e sensoriale. Ha trascorso 40 giorni in rianimazione, affrontando diversi interventi chirurgici. Ora ha iniziato un lungo percorso riabilitativo, fatto di fatica quotidiana e piccoli progressi. Ma all’orizzonte si apre una nuova possibilità: un intervento chirurgico innovativo per la rigenerazione del midollo spinale. Un’operazione complessa e costosa, non coperta dal sistema sanitario nazionale, che Matteo e la sua famiglia non riescono a sostenere da soli. Per questo il giovane ha deciso di lanciare un appello: ogni contributo può rappresentare un passo avanti verso il suo obiettivo più grande, quello di tornare a vivere con dignità, autonomia e speranza. «Ogni vostro aiuto – scrive – rappresenta tanto per me. È un passo verso il mio sogno: tornare a vivere». Un messaggio semplice, che parla di fragilità, ma anche di coraggio e di una volontà che, nonostante tutto, non si è mai spenta. La raccolta fondi è partita da un solo giorno e sono stati raccolti già 4000 euro circa ne servono 65 mila per potersi andare ad operare a San Marino e tentare di recuperare la mobilità almeno delle mani.
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