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Un’indagine partita quasi per caso tre anni fa ha portato alla luce un articolato traffico di materiali esplodenti venduti anche online e distribuiti in tutta Italia. La recente operazione dei carabinieri, con sette arresti e il sequestro di armi, droga e oltre mezzo tonnellata di esplosivi, rappresenta l’ultimo sviluppo di un’attività investigativa che ora assume dimensioni internazionali. Il punto di partenza risale all’arresto in flagranza di Cristian Di Lodovico, fermato dai militari della Compagnia di Penne mentre deteneva circa 15 chili di artifici pirotecnici e ordigni artigianali. Da lì in poi le indagini hanno permesso di individuare un vero e proprio mercato clandestino di esplosivi commercializzati via web e tramite app di messaggistica. Gli accertamenti hanno evidenziato che i prodotti sequestrati appartenevano alla categoria professionale F4, cioè fuochi ad alto rischio destinati esclusivamente a operatori specializzati, e invece venivano spediti tramite corrieri e aziende ignare del contenuto, con gravi rischi per la sicurezza. Ieri il blitz, 250 carabinieri coinvolti, sequestri in tutta Italia.