
Prima di accingermi a sfogliare idealmente con voi queste pagine, sento il dovere di rivolgere un piccolo chiarimento a chi legge. Non è mia intenzione, né avrei la presunzione di farlo, offrire un’analisi tecnica o storiografica di quest'opera; per tale rigore lascio volentieri la parola agli esperti e agli accademici e so quanto sia complicato .
Proprio per questo mi approccio a questo volume con profonda umiltà, chiedendo scusa in anticipo se il mio dire non sarà conforme ai canoni della saggistica. Il mio intento è un altro: vorrei semplicemente estrinsecare, in maniera strettamente personale, i sentimenti e le emozioni che questa lettura ha suscitato in me. Quella che segue non è una recensione, ma un racconto , il tentativo di dare voce all’amore per le nostre radici .
Sfogliando le pagine di questo volume dedicato a Basciano, ai Baroni e ai Massari, non ho udito il semplice fruscio della carta, ma il suono fermo dei miei passi su pietre antiche. Non ho letto soltanto: ho attraversato. Mi sono lasciato trasportare nel tempo, come se le parole fossero soglie e non righe d’inchiostro.
Curato con pervicacia e amore filiale da Emilio G. Di Nicola e Marcello Sgattoni, questo libro non è una raccolta di documenti, ma un varco aperto nella memoria. È un’opera che non si limita a custodire il passato: lo restituisce alla vita. Ogni pagina è una pietra rimessa al proprio posto; ogni capitolo, un respiro che ridà voce a ciò che sembrava destinato al silenzio.
Mentre leggo, mi ritrovo protagonista di un flashback dell’anima. Tra le nebbie antelucane del XII secolo scorgo le ombre dei monaci di Sant’Agostino intenti alle loro professioni di fede; avverto il peso e l’eco delle vicende dei Pagliara e degli Acquaviva, come se i loro antichi privilegi feudali risuonassero ancora tra i vicoli del borgo. Non è erudizione distaccata: è la sensazione ardente di riappropriarsi di un’identità che rischiava di sbiadire.
Cammino dentro questo libro: questa è stata la mia impressione, come in un sogno lucido. Vedo il paese trasformarsi attraverso i Catasti del Cinquecento e del Seicento; ogni nome di massaro, ogni annotazione , diventa il battito di una comunità che ha lottato, costruito, sperato. Le fotografie d’epoca, nella loro austera bellezza, non sono immagini immobili, ma finestre spalancate su volti che riconosco, su sguardi che sento miei.
Eppure la forza più grande di questa iniziativa, a mio modesto parere, non risiede soltanto nel suo sguardo retrospettivo, ma nella sua proiezione in avanti. Mentre percorro i secoli trascorsi, percepisco con chiarezza il seme che questo lavoro affida al domani. È un antidoto contro l’oblio che minaccia le nostre radici. Sapere chi siamo stati è l’unico modo per immaginare chi potremo essere.
Vedo i miei nipoti sfogliare queste stesse pagine e ritrovare intatta la fertile eredità di Basciano, sentendosi parte di un disegno che non si interrompe. Tra quei nomi, leggeranno anche quelli di autori e collaboratori scomparsi , tra i quali mio padre e Aristide Di Filippo , e comprenderanno che la memoria non è un archivio polveroso, ma una staffetta di responsabilità. Questo libro non ha solo raccolto documenti: ha riacceso una lampada. E quella luce non illumina solo il passato; indica una direzione.
Perché questo viaggio tra le glorie e le fatiche di Basciano non può restare un esercizio di nostalgia. Deve farsi coscienza, impegno, visione. Valorizzare queste pagine significa trasformare la contemplazione in azione corale. Il vero nemico che appanna la bellezza del nostro paese ha un nome concreto: lo spopolamento, che svuota le case del loro calore, e mina la possibilità di immaginare un futuro più audace del presente. Non permettiamo che il silenzio diventi l’unico abitante dei nostri vicoli.
Che la memoria custodita in questo libro sia sprone e promessa. Solo riappropriandoci con orgoglio della nostra storia potremo dissolvere le nubi che oscurano l’orizzonte e tornare a costruire, per Basciano, un domani degno del suo passato.
Perché "Un popolo che dimentica le proprie radici è destinato a svanire, ma un popolo che le onora troverà sempre la linfa per rifiorire ", e nel rifiorire, traccerà il proprio futuro.
Il libro è in distribuzione gratuita
Daniele Martegiani.

