Non sarebbe stato un biscotto ingerito dal piccolo a provocarne la morte, ma l’ingestione della cocaina presente nell’abitazione familiare. È l’accusa che i magistrati formulano nel caso della morte di un bambino di poco più di un anno, deceduto domenica 10 agosto all’ospedale di Vasto. Il caso, che ebbe vastissima eco, sembrava la cronaca di una tragica fatalità: il piccolo era arrivato al pronto soccorso già in arresto cardiocircolatorio, accompagnato dalla madre, i sanitari avevano tentato a lungo di rianimarlo con tutte le manovre previste, compresa l’intubazione, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Sul corpo del bambino non vennero stati riscontrati segni evidenti di traumi o lesioni esterne. In un primo momento si era ipotizzato un episodio di soffocamento o una polmonite ab ingestis, anche perché il bimbo aveva mangiato poco prima e si era poi addormentato. La madre avrebbe raccontato di averlo visto improvvisamente vomitare e di aver cercato di soccorrerlo, prima di correre in ospedale. Disse che aveva mangiato un biscotto. A distanza di mesi, dopo l’autopsia e una serie di esami approfonditi, come riferisce il Centro, è arrivata ora la formulazione di un’accusa nei confronti della madre, per la presenza di cocaina nell’ambiente domestico.Ad uccidere il piccolo, sarebbe stata proprio la droga trovata in casa e ingerita,

