
Leggo con stupore la proposta dell'associazione Innova Teramo, guidata dall'ex Assessore Maurizio Verna, sul tema del "Controllo del vicinato". Fa sorridere (o forse riflettere) vedere come oggi la sicurezza sia diventata una priorità per chi, fino a ieri, ne negava persino l'esistenza del problema.
Memoria corta o ricerca di consenso? Ricordo bene quando, dai banchi del Consiglio Comunale, sollevavo il tema della sicurezza urbana. La risposta dell’allora Assessore Verna, con delega alla Polizia Locale, era sempre la stessa: mi accusava di fare "terrorismo", di voler spaventare i cittadini e di avere un'ossessione ingiustificata. Arrivò a dire, con una punta di derisione, che Teramo era così sicura che si potevano lasciare le chiavi infilate nel portone.
I fatti, però, dicono altro (2022-2023)
Mentre l’ex Assessore minimizzava in aula, la realtà che emergeva dai tavoli in Prefettura (a cui partecipavo come consigliere provinciale delegato) era ben diversa. Prefetto e Questore lamentavano:
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Una videosorveglianza inesistente, specialmente nel centro storico.
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Una grave carenza di organico della Polizia Locale.
Proprio sotto la sua delega nel primo mandato D'Alberto, Teramo ha perso tempo prezioso e finanziamenti statali che potevano essere usati per telecamere e assunzioni.
La sicurezza non è un interruttore.
Oggi, con un pizzico di ipocrisia, Verna ripropone il tema, forse per raccogliere qualche like o preparare il terreno alla sua lista civica. Ma la sicurezza è una cosa seria: non è un interruttore che si accende o si spegne a convenienza o in base ai momenti elettorali. Richiede coerenza, responsabilità e una programmazione che allora è mancata totalmente.
Forse un’ammissione di colpa?
Mi fa piacere che oggi l'ex Assessore parli di sicurezza: in fondo, è come se ammettesse di aver sbagliato tutto ieri. Chi è venuto dopo di lui ha dovuto correre ai ripari, rincorrendo finanziamenti e cercando di colmare le lacune enormi lasciate sulla videosorveglianza e sul personale.
Caro Verna, accogliamo con favore il tuo "cambio di rotta", ma i cittadini teramani hanno buona memoria e sanno distinguere chi la sicurezza l'ha sempre difesa per senso del dovere da chi la usa oggi come bandierina elettorale.
CAPOGRUPPO FRATELLI D’ITALIA Luca Corona

