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Altro spareggio, oggi, a Sora per il Teramo di Marco Pomante. Il sistema cardiovascolare dei tifosi biancorossi è ancora fibrillante per la la gara di domenica scorsa e per quella rete della vittoria siglata dall’ascolano Carpani. Sapevano che l’ex jolly bianconero avrebbe fatto fare al Teramo quel salto di qualità, unitamente a Njambé. Sapevano che lo sforzo economico della società sarebbe stato immane pur di assicurarsi due calciatori che con i dilettanti che girano in serie D c’entrano poco. Al presidente Di Antonio e a tutti gli altri sovventori del Teramo, va un plauso, anche perché senza Carpani e Njambé tutto sarebbe stato più difficile.
In terra laziale, i biancorossi devono vincere, sperando che la diretta concorrente Ancona faccia un passo falso. Il Teramo, tra gli analisti di calcio, è la superfavorita del girone. D’altronde, non bisogna essere Arrigo Sacchi per capirlo. L’intera città vuole, quantomeno, la serie C, un livello calcistico più dignitoso per la sua storia. Il sogno più profondo è quello di ambire, in un giorno neanche tanto lontano, a disputare la tanto anelata serie cadetta. Troppo forte, ancora, è il dolore di quella folle estate, dalla festa collettiva e dalle strisce pedonali biancorosse al baratro della sentenza sportiva. Riteniamo ci siano tutte le condizioni per aspirare ad un livello calcistico che sia realmente volano economico e d’interesse sportivo. Lo stadio Bonolis è un impianto di alto rango, al netto di quel manto erboso in politilene, polipropilene o butadiene. Forse, è arrivata l’ora di pensare ad un campo in erba naturale, perché il calcio vero si gioca on the grass e non altrove. Lo dimostra il fatto che, solo pochi giorni fa, l’Internazionale di Milano (Inter) ha protestato vibratamente per aver dovuto giocare sopra il circolo polare artico e in un campo di plastica. L’erba sintetica è un invensione statunitense, utilizzata per altri sport, non per giocare a pallone. Inoltre, c’è un altro fattore chiave. La società è solida ed ha ottime capacità programmatorie. Insomma, sognare non costa nulla, soprattutto quando si parla di pallone.
In terra laziale, i biancorossi dovranno vedersela con una squadra ostica, ben attrezzata, che davanti schiera un attaccante, Curatolo, ex giovanili dell’Inter, che un altro anno vedrete tra i professionisti. Ma non solo. Una squadra giovane (22,3 anni di media), ma molto agguerrita. Il Teramo di domenica scorsa e di Macerata ha dimostrato che non può distrarsi neppure un attimo.
Derby casalingo per il Giulianova, contro l’Aquila. I rossoblù sono sempre più una squadra a corrente alternata, a undici punti di distanza dalla vetta. La formazione di Mucciconi, che con la cura di Paolo D’Ercole ha cambiato sembianza, deve e può vincere, qualora sia in grado di frenare Di Renzo, Sparacello e Touré.
Trasferta difficile del Notaresco a Macerata. I marchigiani, già contro il Teramo, al netto di un organico normale, sono ben allenati e giocano bene. Di contro, i rossoblù del presidente Di Battista navigano in una posizione di classifica che non alimenta né grandi sogni, né preoccupazioni alcune.
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