È Marcello Compagnoni l’uomo di Bellante deceduto il 24 febbraio all’ospedale di Sant’Omero, poco dopo il suo arrivo in pronto soccorso. In un primo momento il caso era stato ricondotto a una sospetta polmonite, ma gli accertamenti sanitari hanno successivamente chiarito la diagnosi di meningite fulminante. La notizia, diffusasi rapidamente in paese, aveva generato timori e una corsa preventiva agli antibiotici tra i cittadini. A fronte delle preoccupazioni, la Asl di Teramo ha attivato immediatamente le procedure di profilassi, limitandole però – come previsto dai protocolli – esclusivamente alle persone che avevano avuto contatti stretti e prolungati con il paziente nei giorni precedenti al decesso. «L’assunzione di antibiotico è indicata solo per i contatti ravvicinati e continuativi con soggetti sintomatici», spiegano dall’azienda sanitaria. La Asl ha inoltre precisato che la meningite si trasmette attraverso secrezioni respiratorie – saliva, starnuti o colpi di tosse – e soltanto in presenza di contatti diretti e prolungati con una persona malata. Non sussiste invece alcun rischio di contagio dopo il decesso, né in ambito di camera mortuaria né durante le esequie, nel rispetto delle normali precauzioni per il personale addetto. «Non vi sono motivi di allarme per la popolazione», ribadisce l’azienda sanitaria, invitando a evitare iniziative autonome come l’assunzione non prescritta di antibiotici. I funerali di Marcello Compagnoni si sono svolti questa mattina a Bellante, dove la comunità si è stretta attorno ai familiari, mentre l’allarme sanitario rientra alla luce delle rassicurazioni ufficiali e delle misure già adottate.

