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Stefano Lupi, 20 anni, indicato dagli investigatori come il leader del gruppo e soprannominato “duce”, è finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta su una presunta cellula neofascista radicata a Roseto degli Abruzzi. Con lui sono stati arrestati anche Stefano Di Martino, 27 anni, Simone Hoxha, 26 anni, e Piersilvio Di Giuseppe, 36 anni, posti ai domiciliari. I nomi vengono forniti oggi da Il Centro.

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L’operazione, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura di Teramo, riguarda un’indagine su un gruppo che si muoveva nell’ambiente del tifo ultrà del Roseto Basket ma che, secondo gli inquirenti, operava con finalità e comportamenti estranei ai valori dello sport. Il sodalizio si presentava con i nomi di “Gioventù fascista rosetana” e “Roseto Youth” e avrebbe diffuso messaggi di matrice neonazista, con riferimenti a Hitler e incitazioni alla violenza contro gli stranieri.

Le indagini parlano anche di episodi concreti di aggressione: agguati in strada ai danni di persone straniere e lanci di pietre contro un residence che ospita migranti. Non solo. Il gruppo avrebbe mostrato un’ostilità esplicita anche verso le forze dell’ordine, arrivando a organizzare e mettere in atto attacchi contro le auto dei carabinieri all’esterno del palazzetto dello sport di Roseto.

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori compaiono inoltre chat WhatsApp con linguaggio d’odio, gadget nazisti e fascisti, armi improprie e saluti romani durante gli incontri del gruppo.

L’inchiesta complessivamente coinvolge 17 giovani, tutti di Roseto. Per otto di loro sono scattate misure cautelari eseguite ieri. Le accuse contestate a vario titolo comprendono istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa — ipotesi formulata nei confronti di 14 indagati — oltre ai reati di danneggiamento, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e accensione ed esplosioni pericolose. Si tratta di ipotesi accusatorie che dovranno essere verificate nel prosieguo delle indagini e in un eventuale processo, nel rispetto della presunzione di innocenza.

A Di Martino, Hoxha e Di Giuseppe , posti agli arresti domiciliari — viene contestata, insieme a Lupi, la partecipazione all’assalto contro un’auto dei carabinieri avvenuto l’8 ottobre scorso all’esterno del palazzetto dello sport di Roseto, al termine della partita di basket tra la squadra locale e Pesaro. In quell’occasione sarebbero stati lanciati sassi, pietre e mattoni contro il mezzo delle forze dell’ordine. L’azione, secondo l’accusa, sarebbe stata pianificata tramite il gruppo WhatsApp “Roseto Youth”, che contava oltre quaranta membri.

Per altri quattro giovani sono state disposte misure meno afflittive: obbligo di dimora e obbligo di firma. 

Altri nove ragazzi risultano infine indagati senza misure cautelari.

Secondo la ricostruzione investigativa, tutta ancora da verificare, avrebbero aderito e partecipato al gruppo WhatsApp “Roseto Youth”, ritenuto il principale canale di organizzazione e comunicazione della presunta formazione neofascista.