Gratteri a Teramo. Mattinata intensa di confronto e riflessione nel segno della legalità, oggi all’ Università di Teramo, dove l’aula magna ha accolto l’incontro “Libere/i da... Libere/i di... Libere/i per... Conoscere le mafie per combatterle”, che ha visto protagonista il procuratore Nicola Gratteri in dialogo con studentesse e studenti delle scuole superiori e dell’università. Ad aprire i lavori sono stati i saluti del rettore Christian Corsi, seguiti dall’introduzione della coordinatrice della Scuola di Legalità e Giustizia, Fiammetta Ricci. Gratteri ha portato la sua testimonianza diretta di magistrato in prima linea, da oltre trent’anni sotto scorta per le minacce ricevute nella sua attività di contrasto alla criminalità organizzata. Con il suo stile diretto e privo di retorica, il procuratore ha ribadito un principio chiave: la legalità si costruisce ogni giorno e la memoria rappresenta una responsabilità collettiva. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, interlocutori privilegiati di un impegno civile che, come ha sottolineato, non è mai tempo perso.
Ampio spazio anche al tema della sicurezza e dell’evoluzione delle mafie. Se da un lato la violenza urbana appare oggi più percepita, dall’altro – ha spiegato – la criminalità organizzata si è trasformata, diventando meno visibile ma non meno pericolosa. Le mafie, ha ricordato, operano sempre più attraverso il web, il riciclaggio e l’infiltrazione nei circuiti economici e istituzionali, mantenendo intatta la loro capacità di incidere sulla società.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di riforma della giustizia, alla luce dell’esito referendario che ha visto prevalere il “no”. Secondo Gratteri, il punto di partenza deve essere l’ottimizzazione delle risorse esistenti: riduzione dei piccoli uffici giudiziari, aumento dell’organico di magistrati e personale amministrativo, revisione del codice di procedura penale per eliminare passaggi inutili che rallentano i processi. Tra le priorità indicate anche una riorganizzazione del sistema delle impugnazioni e il potenziamento delle infrastrutture informatiche. Infine, un messaggio di fiducia nelle nuove generazioni: “Non è mai inutile parlare ai ragazzi e spiegare loro che delinquere non conviene”. Un’affermazione che ha trovato riscontro nell’attenzione e nella partecipazione degli studenti presenti.

