Oggi ci ritroviamo qui con il cuore colmo di tristezza, ma anche di immensa gratitudine, per dare l’ultimo saluto a un uomo che non è stato soltanto un maestro, ma una guida, un punto fermo, una presenza luminosa nella vita dei nostri figli. Parlo a nome mio, ma so di dare voce a tanti genitori. Per me, però, questo dolore ha un volto preciso: quello di mia figlia, Ginevra Aspasia. Nei suoi occhi ho visto riflettersi ogni giorno qualcosa che va oltre le semplici lezioni, oltre i compiti e i voti. Ho visto crescere la fiducia, la curiosità, il coraggio di provare e anche di sbagliare. E tutto questo porta la sua firma, Maestro Arnaldo. Lei non ha insegnato solo a leggere e a scrivere. Ha insegnato a Ginevra a credere in se stessa, a non avere paura delle difficoltà, a rispettare gli altri e a trovare la propria voce nel mondo. Le ha dato strumenti invisibili ma fondamentali, quelli che accompagneranno mia figlia per tutta la vita. Ricordo quando Ginevra tornava a casa raccontando le sue giornate: parlava di lei con entusiasmo, con affetto, con quella luce negli occhi che solo chi si sente davvero visto e compreso può avere. Per un genitore, non c’è dono più grande. In un tempo in cui spesso si dimentica quanto sia delicato e fondamentale il ruolo dell’educatore, lei ci ha ricordato che insegnare è un atto d’amore. Un amore paziente, quotidiano, fatto di attenzione, di ascolto, di piccoli gesti che costruiscono grandi persone.
Lei ha lasciato un segno profondo, non solo nei quaderni dei bambini, ma nei loro cuori. E quel segno non svanirà. Vivrà nei valori che ha trasmesso, nelle scelte che i nostri figli faranno, nella forza con cui affronteranno il loro cammino. A lei, Maestro Arnaldo, va il nostro grazie più sincero. Per ogni parola, per ogni sorriso, per ogni momento in cui ha creduto nei nostri figli anche più di quanto sapessero fare loro stessi.
E a te, caro Maestro, prometto che Ginevra Aspasia porterà con sé ciò che le hai insegnato. In ogni passo avanti, in ogni sogno inseguito, ci sarà anche un po’ di Te. Non è un addio, ma un arrivederci. Perché chi educa con il cuore non se ne va mai davvero.
Grazie di tutto.
Maria Cristina Marroni

