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Dopo giorni di forti disagi, la situazione idrica nei 19 comuni coinvolti sta tornando progressivamente alla normalità. Le ultime verifiche effettuate hanno confermato il rientro dei valori nella norma, in particolare per quanto riguarda la torbidità, ultimo parametro che ancora impediva la piena potabilità dell’acqua.

Già nelle ore precedenti era stato dato il via libera all’uso alimentare dell’acqua in diversi centri dell’entroterra, tra cui Bolognano, Bussi, Castiglione a Casauria, Manoppello, Scafa, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri e Turrivalignani. Più lenta, invece, la normalizzazione nelle aree costiere e nei centri più popolosi, dove solo nella serata di ieri si è arrivati al ripristino completo. Tra questi anche Pescara, Montesilvano, Città Sant'Angelo, Spoltore, Silvi, Francavilla al Mare, Cepagatti e Casalincontrada. Restavano ancora criticità localizzate in alcune zone di Chieti, Bucchianico, San Giovanni Teatino e Torrevecchia Teatina.quattro_cannelle.jpeg

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha confermato il ritorno alla normalità sulla base delle comunicazioni ricevute dagli enti competenti. Più cauta la posizione del primo cittadino di Chieti, Diego Ferrara, che attendeva ancora l’ufficialità dei dati, pur riconoscendo segnali positivi.

Alla base dei ritardi, come spiegato dalla presidente dell’ACA S.p.A., Giovanna Brandelli, c’è la struttura stessa della rete idrica. Nei punti terminali, soprattutto lungo la costa, la presenza di serbatoi e sistemi di pompaggio ha favorito il temporaneo aumento della torbidità, causata da particelle in sospensione che necessitano di tempo per depositarsi. Un fenomeno considerato fisiologico, ma che ha richiesto tempi tecnici per il completo ripristino.

A complicare ulteriormente la gestione è stata la decisione diffusa, da parte degli amministratori condominiali, di chiudere contemporaneamente le autoclavi. Una scelta che ha generato squilibri nella pressione della rete, creando stress sulle condotte e rallentando il ritorno a condizioni stabili.

Nel frattempo, si apre il fronte economico. Le attività commerciali, in particolare nel capoluogo adriatico, hanno risentito pesantemente della mancanza d’acqua. Confartigianato Pescara ha chiesto misure compensative, proponendo una riduzione temporanea delle tariffe idriche come forma di ristoro per le imprese penalizzate da un servizio non garantito per diversi giorni.