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605566024_18338967379232002_5416000039941102200_n.jpgL'Abruzzo entra nel clima dei saldi invernali, con i negozi che si preparano all’avvio ufficiale del 3 gennaio tra pre-saldi, promozioni anticipate e vendite riservate alla clientela fidelizzata. L’attesa è concentrata sulle prossime settimane, mentre il periodo che precede i saldi è già caratterizzato da un’intensa attività promozionale. Nel settore dell’abbigliamento, compreso quello per bambini, si registrano segnali contrastanti: da un lato un buon movimento legato ai pre-saldi e al weekend, dall’altro le incertezze legate a una stagione partita in ritardo a causa del clima mite. In diversi casi emerge la convinzione che l’avvio dei saldi a inizio gennaio sia troppo anticipato rispetto all’andamento reale delle vendite stagionali. Secondo le associazioni di categoria, il quadro complessivo resta complesso. Le vendite mostrano un calo rispetto all’anno precedente, influenzato dalla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e dalla concorrenza delle grandi piattaforme online. Il periodo compreso tra novembre e gennaio si è trasformato in una lunga fase di promozioni continue, tra Black Friday, offerte anticipate e saldi “di fatto”, rendendo meno chiara la distinzione tra prezzo pieno e sconti ufficiali. Questa dinamica rischia di comprimere gli acquisti natalizi e di svuotare progressivamente il ruolo tradizionale dei saldi. Per questo cresce la richiesta di una revisione delle regole e di uno spostamento della data di inizio verso fine gennaio, ritenuta più coerente con i tempi di spesa delle famiglie e con la tenuta del commercio di prossimità. 

Intanto, sul fronte delle iniziative commerciali, il Centro commerciale Gran Sasso di Piano d’Accio lancia per la prima volta l’“Aperistreet” all’interno delle sue piazze il prossimo 10 gennaio: dalle 20 a mezzanotte lo shopping si intreccia con aperitivi e musica, trasformando l’avvio dei saldi in un evento. Una strategia che punta sull’esperienza oltre all’acquisto e che rischia di accentuare ulteriormente il divario con il centro storico, dove l’assenza di iniziative analoghe e di una programmazione condivisa rende più difficile competere sul terreno dell’attrattività e dei flussi serali.

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