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9900123904304824385.jpgUn territorio che fatica a tenere il passo, stretto tra crisi industriali, carenza di politiche attive e un mercato del lavoro sempre più fragile. È la provincia di Teramo a presentare oggi le maggiori criticità occupazionali ed economiche all’interno della regione Abruzzo. Un dato che emerge con chiarezza dal confronto promosso questa mattina dalla UIL presso la Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, in occasione dell’assemblea congressuale dell’Unione territoriale UIL Teramo. L’incontro ha segnato l’avvio del percorso che condurrà al XII Congresso regionale della UIL Abruzzo ed è stato dedicato al tema: “Nell’era della IA, la sfida dei territori: nel sociale, nell’economia, nel lavoro”, con un focus sulle trasformazioni in corso e sulle risposte che istituzioni e parti sociali sono chiamate a costruire. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore provinciale UIL Teramo, Massimiliano Bravo, che ha parlato senza mezzi termini di emergenza occupazionale.
«I dati del 2025 confermano che la disoccupazione in provincia di Teramo supera il 9%, mentre nel 2024 era al 9,4%. Numeri che certificano una situazione di forte difficoltà – ha spiegato –. Restano particolarmente penalizzati i giovani e le donne. Serve un cambio di passo: la politica regionale e nazionale incide troppo poco sulle politiche del lavoro. Chiediamo maggiore impegno e soprattutto ascolto». Un quadro condiviso anche dal segretario generale UIL Abruzzo Michele Lombardo, che ha richiamato l’attenzione sulla crisi del comparto industriale.
«L’automotive è in sofferenza in tutta Italia e la provincia di Teramo, con la Valle del Tubo, ne risente in maniera pesante – ha sottolineato –. Il rilancio dell’industria deve tornare al centro dell’agenda regionale. Come UIL stiamo lavorando con la Regione per individuare strumenti e strategie in grado di sostenere il settore».  Presente anche la Cgil Teramo, con il segretario generale Pancrazio Cordone e il segretario FP Mauro Pettinaro, a testimonianza di una convergenza sindacale sulla necessità di affrontare con urgenza le fragilità strutturali del territorio. Dall’assemblea emerge un messaggio chiaro: senza investimenti, politiche industriali mirate e strumenti efficaci per l’occupazione, il divario tra la provincia di Teramo e il resto della regione rischia di ampliarsi ulteriormente.