L’Abruzzo entra a pieno titolo nel percorso nazionale di valorizzazione delle eccellenze manifatturiere italiane legate alle future Indicazioni Geografiche (IG) artigianali e industriali. Nel corso dell’audizione di Unioncamere presso la Camera dei Deputati, davanti alla X Commissione Attività produttive, dedicata allo schema di decreto legislativo sulla protezione delle IG per i prodotti non alimentari, è emerso che sono 71 le produzioni italiane attualmente candidate a ottenere il nuovo riconoscimento. Tra queste figurano anche tre produzioni di eccellenza delle province di L’Aquila e Teramo, segnalate dalla Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, che rappresentano comparti storici e fortemente identitari del territorio abruzzese:
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Ceramiche di Castelli (Teramo) – Ceramica, porcellana e terracotta
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Oreficeria abruzzese (L’Aquila) – Lavorazione dei metalli preziosi e gioielleria
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Selleria abruzzese (L’Aquila) – Pelletteria
Le tre candidature si inseriscono in un quadro nazionale che conta circa 250 prodotti potenzialmente certificabili, a conferma della straordinaria ricchezza del patrimonio manifatturiero italiano. In termini geografici, Sud e Isole contribuiscono con 25 produzioni ad alto valore identitario, mentre i settori più rappresentati risultano quello delle Pietre e Marmi (19 produzioni) e quello della Ceramica e terracotta (10), ambito nel quale l’Abruzzo assume un ruolo di primo piano grazie alla tradizione di Castelli. Il sistema camerale ha svolto un ruolo centrale nel percorso di individuazione delle produzioni candidate. Le Camere di Commercio operano infatti come presidio territoriale e custodi della memoria produttiva locale, fornendo supporto tecnico nella ricognizione delle lavorazioni storiche, nella delimitazione delle aree geografiche di riferimento e nell’assistenza alla redazione dei disciplinari di produzione e delle relazioni storiche che dimostrano il legame tra prodotto e territorio. Alle Camere di Commercio spettano inoltre funzioni di vigilanza sul mercato e il compito di ricevere i rapporti relativi alle violazioni amministrative in materia di Indicazioni Geografiche, rafforzando così il sistema di tutela. L’introduzione delle IG artigianali e industriali consentirà di trasformare il legame tra prodotto e territorio in un vero e proprio titolo di proprietà industriale, equiparando il livello di protezione dei prodotti manifatturieri a quello già previsto per le denominazioni del settore agroalimentare. Un passaggio destinato a incidere positivamente sulla competitività delle imprese, sulla lotta alla contraffazione e sulla valorizzazione delle identità produttive locali.

