
La legge di Bilancio 2026 in vigore già dal 01 gennaio, tra le norme contiene la definizione agevolata in materia dei tributi delle regioni e degli enti locali. «Un’opportunità concreta – sottolinea Niki Bartolini, consigliere comunale di Noi Moderati a Teramo – che consente ai Comuni, attraverso l’approvazione di un regolamento comunale, di intervenire su una vasta platea di crediti locali, alleggerendo il carico di interessi e sanzioni e favorendo l’incasso delle somme dovute. La normativa, come chiarito da IFEL, permette infatti di applicare la definizione agevolata alla quasi totalità delle entrate comunali proprie». Tra queste rientrano, ad esempio: il Canone Unico Patrimoniale (CUP), le rette scolastiche, gli oneri di urbanizzazione, e anche le sanzioni del Codice della Strada, che sono a tutti gli effetti entrate patrimoniali di diritto pubblico.
«Per alcune entrate – spiega Bartolini – il Comune può rinunciare ai soli interessi; per altre, come previsto dalla normativa, può rinunciare anche alle sanzioni. Questo significa una cosa molto semplice: mettere i cittadini nelle condizioni di pagare davvero, invece di lasciare i crediti incagliati per anni».
Il presupposto essenziale è però l’adozione di un regolamento comunale, senza il quale questa possibilità resta solo teorica. «Molti Comuni si sono già adoperati nel farlo – prosegue il consigliere – mentre Teramo, ancora una volta, rischia di arrivare in ritardo».
L’attivazione della definizione agevolata produrrebbe inoltre un effetto diretto e positivo sui conti dell’ente: la riduzione dei residui attivi e, una possibile rideterminazione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), oggi fortemente appesantito proprio dalla difficoltà strutturale di riscossione.
«Più i crediti restano fermi nel tempo, più diventano inesigibili – conclude Bartolini –. Continuare a tenerli a bilancio senza strumenti di recupero realistici non aiuta né il Comune né i cittadini. La rottamazione quinquies è uno strumento serio, previsto dalla legge e chiarito da IFEL: serve una scelta politica chiara per utilizzarlo».

