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area_camper.jpegIl silenzio, in politica come nella vita pubblica, a volte pesa più delle proteste. E quello che oggi arriva dal mondo dei camperisti, dopo le manifestazioni e gli incontri dello scorso anno, rischia di diventare fragoroso nella sua assenza. Nessuna presa di posizione, nessuna reazione, nessuna voce, mentre l’area camper torna ufficialmente al punto di partenza. Nel consiglio comunale dedicato alle interrogazioni è arrivata infatti una conferma che, di fatto, certifica l’ennesimo stop: per rendere fruibile l’area camper sarà necessario procedere con un nuovo progetto. Lo ha spiegato l’assessore alle manutenzioni Domenico Sbraccia, rispondendo alla richiesta di chiarimenti della consigliera di Forza Italia Caterina Provvisiero. Non un dettaglio tecnico, ma una scelta che implica tempi più lunghi e, soprattutto, nuove risorse economiche ancora da individuare. Eppure solo pochi mesi fa l’apertura dell’area era stata annunciata come imminente, con una scadenza fissata entro Pasqua. Un obiettivo dichiarato dopo una mobilitazione pubblica, incontri, rassicurazioni e promesse legate alla risoluzione di criticità ben circoscritte: posa delle betonelle, videosorveglianza, gettoniera. Problemi concreti, non certo tali da giustificare una ripartenza progettuale. Ora il cambio di rotta viene motivato con l’arrivo di un nuovo dirigente e con la volontà di ampliare l’intervento, includendo anche l’area sovrastante. Un “completamento” del progetto esistente, lo si definisce. Ma nella pratica significa azzerare il cronoprogramma e rinviare ancora una volta un’infrastruttura attesa da anni, mentre il turismo itinerante continua a essere evocato solo a parole. In questo quadro, il silenzio dei camperisti appare sempre più difficile da comprendere. Dopo aver portato la questione al centro del dibattito pubblico, oggi sembrano scomparsi proprio mentre le decisioni amministrative prendono una direzione opposta alle aspettative create. Nessuna pressione, nessuna richiesta di chiarezza, nessuna presa di distanza da un iter che si complica invece di semplificarsi. La sensazione è che l’area camper sia diventata l’ennesimo caso in cui l’annuncio politico corre più veloce dei fatti, mentre chi dovrebbe essere il primo interlocutore – gli utenti – resta a guardare. Ma senza una voce critica e costante, il rischio è che il “nuovo progetto” diventi l’ennesima formula elegante per rimandare, ancora una volta, una soluzione concreta. E il silenzio, a questo punto, dei camperisti teramani scesi in piazza non è più solo assordante: è imbarazzante.

Elisabetta Di Carlo