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IMG_3157.jpgQuarantottomila euro. È la cifra che il Comune di Teramo ha liquidato anche ques'anno all’Associazione culturale Teramo Nostra per l’organizzazione della XXX edizione del Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica “Gianni Di Venanzo”. Una determinazione dirigenziale, la numero 122 del 26 gennaio 2026, che certifica la volontà dell’amministrazione di sostenere una manifestazione storica del panorama cinematografico cittadino, con un contributo economico importante e già interamente erogato. Fin qui, nulla da eccepire. Il Premio Di Venanzo è un’eccellenza riconosciuta da questa Amministrazione, "capace di attirare a Teramo grandi nomi del cinema internazionale, da direttori della fotografia premiati agli Oscar a scrittori come Erri De Luca, destinatario nell’ultima edizione del Premio speciale “Integrazione e Solidarietà Marco Pannella”, si legge nella determina della dottoressa Lupo Il problema nasce quando questo dato viene affiancato a un’assenza rumorosa: quella del Premio Teramo letterario.

Per il Di Venanzo, il Comune non solo ha concesso patrocinio, spazi, uso del logo e sostegno economico, ma ha anche verificato rendicontazioni, entrate e uscite, certificando che le spese complessive della manifestazione ammontano a 75.792 euro, con bilancio in pareggio. Per il Premio Teramo, invece, dopo l’annuncio estivo di “rilancio”, la nomina del direttore artistico e la promessa di uno stanziamento ben più consistente, tutto è rimasto sospeso. Nessuna giuria nominata. Nessun bando. Nessun calendario. Due pesi, due misure. Il documento comunale sul Di Venanzo racconta una macchina amministrativa che funziona: delibera di Giunta, determinazione dirigenziale, impegno di spesa, liquidazione, pubblicazione in Amministrazione Trasparente. Sul fronte Premio Teramo, invece, la macchina sembra ferma in folle.  Non è una guerra tra eventi. Non è cinema contro letteratura.
È una questione di coerenza politica che non c'è. Se esistono risorse, capacità amministrativa e volontà per liquidare 48 mila euro a una manifestazione, allora esistono anche le condizioni per rendere operativo un premio letterario che attende solo atti concreti. Il Comune dimostra, con l’atto sul Di Venanzo, di saper agire quando vuole.