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brucchi2w brucchi Teramo continua a crescere. E lo fa al termine di un quinquennio nel corso del quale le indicazioni  programmatiche della compagine al governo della città sono state rispettate con puntualità. Anche grazie a ciò, Teramo si vede ora proiettata verso orizzonti nuovi e ambiziosi; si affacciano per la città, per i cittadini, per le aggregazioni sociali e civiche, nuove prospettive che assegnano al futuro una dimensione interessante e sicuramente inedita. Lo scrive nel suo programma il Sindaco ricandidato per il centrodestraMaurizio Brucchi. Teramo continua a crescere laddove cinque anni di governo del centrodestra hanno imposto uno stile determinato e chiaro, che è quello “del fare”. E cioè una modalità operativa che ha introdotto la concretezza, l'operosità, il tenace perseguimento degli obiettivi, la ricerca assoluta delle soluzioni per le innumerevoli problematiche che presenta la vita di una città. Uno stile, una pratica “del fare”, che non si è intimorita di fronte alle sfide del presente, di fronte alle enormi difficoltà che la difficilissima contingenza economica ha imposto, determinando per gli enti pubblici e per tutti i cittadini circostanze non prevedibili, condizioni mai prima esplorate, scelte obbligate e talvolta amare. In particolare proprio sui Comuni, tra gli enti pubblici, la crisi si è riverberata con accanimento, e si è manifestata paradossalmente sia nelle cause che nelle conseguenze con minori gettiti statali, riduzione molto significativa dei finanziamenti da parte di enti sovraordinati, difficoltà nel reperimento di fondi propri della tassazione locale. Di fronte a questa situazione, l’amministrazione comunale ha continuato a perseguire gli obiettivi indicati come impegni programmatici ed ha posto le basi per realizzare nuovi interventi che nei prossimi anni troveranno piena e concreta attuazione. Teramo continua a crescere, da qui. Dal consolidarsi di una rete sociale solidale, compatta; dalla competitività di una città dotata di reti infrastrutturali sempre più adeguate; di relazioni economiche e produttive che attendono di essere slegate da vincoli e inserite in contesti favorevoli all’espressione della capacità realizzativa; dalla partecipazione che, già avviata in innumerevoli occasioni nella precedente consiliatura, diverrà ora un punto qualificante del percorso amministrativo e politico dell'amministrazione comunale; dalla qualità della vita, perseguita attraverso l’attivazione di nuovi processi di percezione e di fruizione degli spazi cittadini; dalla proposta culturale, capace di coniugare le peculiarità che la storia ha tracciato e consegnato con le prospettive che ora e nei prossimi anni, la forza delle idee saprà individuare. Il nostro programma elettorale si sviluppa dalla capacità di aver generato un pensiero nuovo, condiviso, proiettato nel lungo periodo; il confronto e l'esperienza di questi anni con le aggregazioni sociali, le associazioni degli imprenditori, gli ordini professionali, il volontariato, le associazioni culturali, le realtà economiche e produttive, le scuole, l'università, gli enti sovraordinati e tutti gli altri enti locali, hanno costituito un bagaglio di conoscenze che diventa ora elemento fondamentale per delineare il progetto di città che intendiamo perseguire per i prossimi cinque anni. Il programma elettorale è la evidente conseguenza delle iniziative e delle attività progettuali e realizzative poste in essere, ma anche la naturale emanazione della progettazione scaturita dalle attività del Piano Strategico Teramo 2020.Esso si proietta verso un'idea compiuta di città, nella quale sia possibile nascere con serenità, crescere in allegria e armonia, studiare con desiderio e passione, lavorare con piacere ed efficienza, trascorrere il riposo degli anni confortati da servizi appropriati e solidarietà diffusa; tutto ciò in un ambito competitivo, capace di irradiare nelle sue dinamiche infrastrutturali, produttive e sociali quella vitalità, quel dinamismo, quel confronto costruttivo, quella vivacità culturale e civica che creano il vero profilo di una comunità, e la aprono al mondo. "Io con Te", è lo slogan ideato per caratterizzare e identificare la campagna elettorale 2014 per il Comune di Teramo. Vi è, evidente, l'intenzione di identificare nelle prime due lettere il nome della città, indicando in questo una diretta immersione nelle problematiche, nelle attese ma anche nelle speranze e nei desideri condivisi. E vi è anche, evidente allo stesso modo, una chiamata al coinvolgimento, che favorisca l'identificazione e l'immedesimazione del cittadino con la gestione della vita della società e della cosa pubblica. E’ uno slogan che intende chiarificare la prospettiva con la quale indirizzare la città al compimento delle opere avviate e alla realizzazione delle nuove, destinate a cambiarne il volto e a migliorarne la vivibilità. Dove col termine “opere” si fa riferimento alla totalità dell’azione politico-amministrativa, rappresentandone sia gli interventi di natura fisicostrutturale, sia quelli identificabili nell’articolato complesso delle attività da mettere in campo per rispondere alle problematiche che sono proprie della convivenza civica e comunitaria. Un cambiamento, peraltro, già avvenuto nel quinquennio ora concluso, con la realizzazione di impegni importanti quali, ad esempio, il Lotto Zero, il parcheggio di piazza Dante, l’ipogeo, la riapertura del Teatro Romano, la crescita della qualità dei servizi offerti al welfare e alla scuola, l’affermazione di un nuovo spirito collaborativo con le associazioni che operano nel territorio. Accanto a ciò, l'avvio di importanti opere sia nel campo delle realizzazioni infrastrutturali che in quello che potremmo definire immateriale ma che attiene a una quantità di attività tutte indirizzate a definire l'identità di Teramo, il suo profilo di città dove è bello vivere, e anche la creazione di un ambiente sociale dinamico, positivo, con la ricerca progressiva di quel concetto di agorà che vuole essere il tratto identificativo della nostra comunità e dei suoi spazi. Teramo riparte da una classe dirigente che ha saputo svolgere il proprio ruolo, nelle difficoltà crescenti di ultimi anni e in un clima politico ed amministrativo non certo favorevole allo sviluppo completo e comunque articolato delle problematiche. Una classe dirigente che ha privilegiato la professionalità, che ha infuso energia, che ha dato prova di saper fare, raggiungendo obiettivi prefissati nello stesso programma elettorale. Una classe dirigente che negli ultimi anni ha saputo dare risposte a questioni che da molto tempo impedivano un reale sviluppo; in particolare la nostra città è riuscita ad essere vincente per ciò che attiene il percorso di pianificazione strategica condiviso con i portatori di interesse, l'attenzione per il welfare, la sostenibilità ambientale, la raccolta differenziata, l'attenzione alle scuole, una capacità progettuale elevata, una significativa risposta realizzativa. Insomma una operatività politica che potrebbe essere coniugata con l'espressione “buona politica”, capace di definire un'idea di città, di darle un profilo, che ora ha solo l'obbligo di essere compiuto. Una classe dirigente che ora, anche alla luce dell'esperienza fondamentale acquisita in questi anni, si proietta in una dimensione se vogliamo ancora più costruttiva e determinata. I cinque anni che ora si affacciano, pertanto, in una ottica di continuità, vanno intesi non come periodo in cui semplicemente completare i progetti ora in corso e quelli in itinere, ma come riferimento per raggiungere tappe fondamentali per il futuro. Perché ciò accada, però, abbiamo posto alla base del nostro agire alcuni aspetti, assolutamente prioritari e imprescindibili; aspetti che attengono alla generale visione politica e quindi all'idea che informa le scelte, condiziona gli indirizzi, determina i percorsi.Punto di partenza della nostra lettura e delle nostre azioni è la centralità della persona. La politica è al servizio del cittadini e perciò colloca alla base di tutto il rispetto della persona; è questo un modo di intendere l'agire pubblico particolarmente alto, perché con esso ci si fa carico del bene comune, senza pregiudizi ideologici, senza condizionamenti dettati da appartenenze o timori reverenziali. Il tema della centralità condivide le proprie radici con quello della valorizzazione del capitale umano, inteso come cruciale fattore dell’economia locale e come condizione per la crescita della società. All’interno delle attività politiche che porremo in essere, è assunto quale principio qualificante, divenendone caposaldo e caratterizzando la programmazione dei servizi. L’impatto è dunque una impostazione chiara, che disegna il sistema dei servizi garantendo l’esercizio della libertà di scelta tramite un ulteriore fondamentale cardine: la partecipazione; intendiamo con ciò, la rete di soggetti pubblici e privati, anche di natura e vocazione differente, che offrono una molteplicità di risposte modulate sui reali bisogni e con la quale l'amministrazione comunale si relazionerà costantemente. Partecipazione, condivisione, come modalità operative che informano l'azione di governo del territorio, della quale azione tutti diventano parte attiva e costitutiva. E’, questo, un processo che, oltre a responsabilizzare tutti gli attori della vita pubblica e partecipativa, conferisce all'azione politica e di governo un elemento di trasparenza particolarmente significativo. Deriva da ciò un addentellato che costituisce a sua volta altro elemento base che informa il nostro progetto di città. Parliamo della coesione, di quell’insieme di opportunità per rimuovere gli squilibri economici e sociali e per favorire l'esercizio dei diritti della persona e che si traduce nell’investire efficacemente le risorse pubbliche per aprire varchi agli innovatori. La coesione territoriale è un elemento costitutivo dell'azione politica, per il quale gli sforzi di sviluppo e di coesione del territorio non si limitano agli aspetti sociali, economici ed ambientali ma si estendono alla rimozione degli ostacoli giuridici, amministrativi e culturali che impediscono di cooperare lungo il cammino di un comune destino. La coesione mira ad assicurare lo sviluppo armonioso e garantire che i cittadini possano trarre il massimo beneficio dalle loro caratteristiche intrinseche. 5 Tutto ciò ha a che fare con un altro aspetto che riteniamo imprescindibile per la convivenza e per lo sviluppo di rapporti di reciprocità capaci di generare benessere, in senso lato; parliamo qui del rispetto delle regole. E’ un elemento, questo che ribadiamo con forza e che raramente abbiamo visto inserito nelle linee di programmazione elettorale. Invece noi facciamo nostro tale elemento e anzi lo mettiamo alla base di quel complesso di indirizzi, linee, obiettivi che indichiamo ai nostri concittadini. Il rispetto delle regole è la forma più alta di educazione civica ed è il punto di partenza per far sì che una comunità viva e si sviluppi armoniosamente. Ciascun cittadino è titolare di diritti, cha vanno rispettati e tutelati, ma al tempo stesso, egli è anche destinatario di doveri, la cui osservanza è assoluta garanzia di reciprocità. Altro aspetto che vuole qualificare la nuova progettualità è inerente la conclusione del processo di centralità di Teramo, avviato con la realizzazione di opere e attività; centralità, innanzitutto in ambito del territorio provinciale ma anche all'interno della regione, per le caratteristiche, le qualità le peculiarità che la città può vantare. Un ruolo, questo, capace di conferire linfa sociale, economica, culturale, che attende, con le realizzazioni indicate nel presente programma, solo di lievitare e giungere a compimento. Di conseguenza, ecco che uno dei primi principi programmatici non può essere che ispirato a quanto già compiuto, e cioè farci ancora promotori di operazioni idonee a mettere insieme quindi reperire risorse pubbliche e private per la realizzazione di opere di importanza strategica, quelle che nel programma chiameremo interventi infrastrutturali.C’è un elemento che sottintende a tutte le indicazioni che andremo a proporre: la sostenibilità. Intendiamo con tale termine l’equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze e l'ineluttabile salvaguardia delle risorse ambientali, intese in senso lato. Sono emerse oramai chiare evidenze scientifiche che indicano che l'umanità sta vivendo in una maniera non sostenibile, consumando le limitate risorse naturali della Terra più rapidamente di quanto essa sia in grado di rigenerare. Di conseguenza uno sforzo sociale collettivo per adattare il consumo umano di tali risorse entro un livello di sviluppo sostenibile, è una questione di capitale importanza per il presente ed il futuro. La sostenibilità implica un benessere (ambientale, sociale, economico) costante e crescente e la prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale. L’assunzione del modello dello sviluppo sostenibile implica l’adozione di un sistema di valutazione che determini interventi, progetti, sistemi e settori economici. In conclusione, con le linee programmatiche intendiamo lanciare una sfida: la sfida di poter costruire assieme, con la forza delle idee, con il valore aggiunto della partecipazione e con la carta della competitività, una città dove sia bello vivere, culturalmente attraente, dinamica, propositiva, in grado di offrire esperienze stimolanti, economicamente sana e produttiva, capace di rispondere alle esigenze dei più bisognosi. La sfida di una progettualità che intravede le risposte e le modalità per ottenerle, una progettualità che non sia un libro dei sogni ma che abbia riscontri concreti, contraddistinta da uno sguardo reale e che possa puntare ad una idea visibile e misurabile. Una città che abbia come stella polare la qualità della vita di ciascun residente. Un programma elettorale corposo che ha lasciato spazio per polemizzare e replicare al candidato sindaco per il pd Manola Di Pasquale che posto ieri delle accuse al sociale, all'aumento smisurato della Tia con arretrati pazzeschi per 12 milioni di euro e tanto altro ancora.

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