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«Il territorio dalla Val Fino al mare è da
troppo tempo il grande assente nelle scelte strategiche della Regione*. In
più subisce una viabilità da Terzo mondo che fa vergognare, oltre a rendere
pericolosissima la mobilità di quanti debbano spostarsi quotidianamente,
per lavoro o per studio. Non è da Paese civile lo spettacolo che abbiamo
davanti agli occhi. Ma è la manifestazione tangibile di *una politica di
retroguardia, padronale, che tratta i cittadini non come tali, ma come
gruppi di pretoriani da arruolare*, in una logica di “scambio” che soddisfa
bisogni di singoli o gruppi a discapito delle comunità. Si pensi, ad
esempio, alla riforma dell’ex Ipab e alle nomine per il nuovo cda dell’Asp.
Oltre ad essere la testimonianza della politica peggiore, è una presa in
giro irricevibile!». È quanto afferma *Gabriella Liberatore*, candidata al
consiglio regionale per *“Abruzzo Civico”*, in merito alle condizioni e
allo sviluppo futuro della Val Fino. 
«Lo sviluppo economico del nostro territorio deve passare attraverso una
rivalutazione della sua identità* culturale, sociale, produttiva, in favore
di un serio investimento di rilancio nel settore turistico». 
«È ora di rilanciare l’Abruzzo attraverso una specifica valorizzazione dei
suoi veri punti di forza*: il patrimonio storico, naturalistico, rurale e
enogastronomico. Pur avendo seguito, nell’ultimo anno, la nuova proposta
consorziale delle Dmc, mi chiedo oggi quali risultati abbiano prodotto. Non
hanno contribuito, forse, a sfilacciare l’immagine di un territorio il cui
brand, cioè *Abruzzo*, ha ancora la necessità di consolidarsi in ambito
nazionale e internazionale? A mio avviso è importante rafforzare la
sinergia tra pubblico e privato, ma in un’ottica di promozione coerente ed
omogenea». «Finora è mancata la visione complessiva di un territorio ricchissimo di
potenzialità* e, in particolare negli ultimi cinque anni, abbiamo assistito
alla spoliazione di servizi, all’indebolimento voluto delle capacità
attrattive dell’Abruzzo. Abbiamo le tasche piene di *sanguisughe* che,
puntualmente, si presentano promettendo mari e monti per poi, come da
copione, sparire e venire meno agli impegni». «Il lavoro da fare è tanto e la Regione che verrà avrà il dovere,
innanzitutto, di tagliare i costi, eliminare i rimborsi ai gruppi
consiliari, ridurre pesantemente gli enti inutili *che hanno avuto e anno
ancora solo la funzione di mantenere il sistema».

*Professoressa Gabriella Liberatore*
Candidata al consiglio regionale “Abruzzo Civico”, circoscrizione Teramo

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