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Giovedì 8 maggio Manola Di Pasquale ha visitato lo storico Osservatorio Astronomico di Collurania “Vincenzo Cerulli”, uno dei più importanti centri di ricerca e di osservazione del centro-sud e per il nostro territorio. Osservatorio che, oggi, rischia di perdere la sua autonomia e il suo prestigio scientifico. Quando nel 1917 Vincenzo Cerulli donò allo Stato la Specola di Collurania, pose una condizione: che la struttura fosse sempre dedicata allo studio indipendente dell'astronomia. Nel corso della sua lunga storia, l’Osservatorio si è già vista privare la sua autonomia di ricerca, riconquistata a fatica solo nel 1987, con la nomina di Vittorio Castellani come direttore residente e l’inizio di una nuova vita per l'Osservatorio, con l'arrivo di giovani ricercatori, borsisti, e ospiti stranieri, linfa vitale di ogni comunità scientifica. Purtroppo l’Osservatorio vede nuovamente sfumare la sua indipendenza: due anni fa lo Statuto INAF ha predisposto l’accorpamento dell’Istituto di Collurania con Roma. Ad oggi questo accorpamento è stato temporaneamente sospeso, ma è importante che l’Osservatorio conservi la sua autonomia, rappresentando una ricchezza per il nostro territorio e un importantissimo centro di ricerca e di informazione scientifica in tutto il centro Sud. “Una perdita in termini scientifici rilevante” ha dichiarato Manola Di Pasquale “ai danni non solo del nostro territorio, ma anche di tutto il Centro-Italia. Uno dei compiti di una buona Amministrazione è anche quello di investire in ricerca e innovazione, come risorsa per il territorio. Per questo non possiamo lasciare che uno dei nostri gioielli, Collurania, perda la sua importante funzione di ricerca, come il suo fondatore, Vincenzo Cerulli, aveva voluto e sognato per il suo Osservatorio”.

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