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Finalmente, dopo una lunga attesa, il Governo ha emanato il Decreto Legge n.34 del 19.05.2020, noto come decreto “Rilancio”, a sostegno delle famiglie, delle imprese e dei professionisti colpiti dalla crisi da COVID 19.

Fra i tanti provvedimenti approvati, ha preso vita il promesso Reddito di Emergenza (REM), quale sussidio per le famiglie in difficoltà economica a causa della pandemia di coronavirus.

Di seguito una breve guida sulle cose più importanti da sapere.

Per avere diritto al sussidio è necessario che siano soddisfatti cumulativamente, al momento della domanda, i seguenti quattro requisiti;

1. residenza in Italia della persona che inoltra la richiesta;
2. Isee inferiore a 15.000 euro;
3. valore del reddito familiare nel mese di aprile 2020 inferiore all’ammontare del beneficio;
4. patrimonio mobiliare familiare nel 2019 non superiore a 10.000euro. Il limite è aumentato di 5.000 euro per ogni componente della famiglia successivo al primo fino a un massimo di 20.000 euro. Se all’interno del nucleo è presente un soggetto con disabilità grave o non autosufficiente il limite massimo è pari a 25.000 euro.

L’importo minimo complessivo del bonus è pari a complessivi800 euro per un nucleo familiare composto da una persona e può arrivare fino a 1.600 euro per le famiglie più numerose; l’importo base va, infatti, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza prevista per il reddito di cittadinanzaE’prevista un’ulteriore quota per le famiglie con presenza di disabile grave o non autosufficiente.

Il sussidio sarà erogato in due rate di pari importo.

Non hanno diritto al reddito di emergenza le famiglie in cui anche un solo componente percepisce o ha percepito uno degli altri sussidi previsti dal decreto Cura Italia o riceve il reddito di cittadinanza o la pensione (con eccezione per l’assegno ordinario di invalidità).

Non può percepire il reddito di emergenza, inoltre, chi si trova in stato detentivo o è ricoverato in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato. Nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario abbia tra i suoi componenti queste persone, il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di tali soggetti.

La domanda dovrà essere presentata entro il 30 giugno 2020 utilizzando un apposito modello che sarà predisposto dall’INPS; potrà essere presentata anche tramite i CAF e i Patronati.

Nel caso in cui, in esito a verifiche e controlli, emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio è immediatamente revocato e il beneficiario, oltre ad essere colpito dalle pesanti sanzioni previste dalla legislazione vigente, dovrà restituire quanto indebitamente percepito.

Ora, tutti vi chiederete: ma quando arriverà questo benedetto REM ???

Non è possibile rispondere con esattezza al più che legittimo quesito; ma se consideriamo che i modelli di domanda non sono ancora disponibili, che le istruzioni operative non sono ancora state predisposte, che la domanda, una volta presentata, dovrà essere valutata ed accettata, che l’INPS, di questi tempi, viste anche tutte le altre incombenze legate ai vari Decreti, è particolarmente indaffarato,….potete trarre le vostre conclusioni.

Che dire….nell’attesa facciamo tutti un buon sonno ma…attenzione alla fase REM…!!!

 

GIOVANNI MATTUCCI

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