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rebuquaNon appartengo ad alcuna categoria di pastofili. Né a quella di quelli che amano la pasta corta, né a quella di quelli che godono solo se, nel piatto, trovano qualcosa da domare, con la forchetta attorcinante. Amo la pasta, tutta. Certo, dipende dal condimento, ma sono - questo sì - tra quelli che credono che sia la pasta a pretendere la scelta del suo sugo, non viceversa. La differenza è sostanziale: se scegli prima il sugo, allora la pasta segue “per inerzia” e potrebbe assumere un valore secondario il “nome” della pasta. Al contrario, se scegli prima la pasta, la vuoi di qualità, figlia di grani scelti con attenzione e di acque saporite, preparata con i tempi giusti e le giuste attese, da chi lavora per “fare” la pasta, non per venderla. Io scelgo Verrigni. E non per una questione di appartenenza territoriale (si mangia con la gola, non con la bussola), ma per una questione di piacere. Vero. Ho provato paste di ogni angolo d’Italia, di ogni grano più o meno scelto e selezionato, di ogni possibile marchio di livello. E scelgo Verrigni. Perché stravince nella prova più intima, personale e sensoriale che una pasta possa subire. Perché domina nel giudizio dei giudizi. Quello che - anni fa - molti cuochi mi confessarono essere anche il loro, personalissimo, piacere segreto: un filo d’olio. Un piatto di pasta e un filo d’olio a crudo, non serve altro. Se è una “pasta prepotente”, sentirai solo la pasta e l’olio sarà un velo di unto. Se è una “pasta debole”, sentirai solo l’olio, e il piatto sarà un cimitero di forme di grano senza identità. Se è Verrigni, il matrimonio si celebra in una perfetta compenetrazione di piaceri, fusi ma non confusi, in un intreccio che si fa emozione.
Questa lunga premessa, era doverosa, per motivare la scelta del prodotto di questa recensione: il bu-quadro. Ovvero, il bucatino quadrato di casa Verrigni. Il brand rosetano ha avviato, da qualche tempo, un processo di diversificazione creativa del prodotto, puntando sulla quadratura del cerchio o meglio sulla ridefinizione geometrica delle forme della tradizione. Dalla penna nasce il PI - quadro, dal rigatone il ri-quadro… e via di squadramenti piacevoli, fino alla prova a mio avviso più ambiziosa: il bu-quadro, appunto. Più che un bucatino quadrato, più che un maccherone alla chitarra svuotato, il buquadro è “altro”, capace di una sua unicità che lo rende davvero straordinario. Se riquadri e piquadri, per quanto originali, vivono la sorte dei loro antenati tondeggianti, il bu-quadro non somiglia al bucatino, non ne segue la rigidità a volte eccessiva, non impone il sacrificio attento dello sforchettare macchiante, ma sa farsi elegante, sinuoso. E’ lui che si avvolge alla tua arma del gusto, non sei tu che lo domini con la forchetta. A questo punto, dovrei suggerirne un “condimento ideale”, ma non lo farò. Ho l’olio nuovo…

 

il Re Censore

 

PRODOTTO: BU - QUADRO

MARCHIO: VERRIGNI 

PREZZO: 3,30 euro (500g )

PROVATO: 4 dicembre 2020

VOTO: 9

ATTENZIONE: TUTTI I GIUDIZI DEL RE - CENSORE SONO LIBERI E INDIPENDENTI, LE AZIENDE CHE VOLESSERO SOTTOPORRE AL GIUDIZIO UN LORO PRODOTTO DOVRANNO INVIARLO A : CERTASTAMPA, VIA MICOZZI 55 - 64100 TERAMO"

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