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contePreg.mo Presidente Conte, in questo mio umile e forse ultimo ruggito dell’anno, voglio ringraziarLa per la sua visita nella mia Provincia. E mi scuso del ritardo con cui Le scrivo. Certamente Lei è venuto a trovarci per le bellezza dei nostri luoghi oltre che per rendere omaggio a chi, ogni giorno, svolge un lavoro importante nel campo sociale. Ha regalato un attimo di serenità, di attenzione e un pasto migliore ? Le dico grazie. Ma Lei è venuto anche perché aveva la certezza che la mia gente, così buona e gentile, non le avrebbe fatto presente che la prima manovra economica del governo gialloverde, alla voce ‘tributi‘ prevede balzelli di tasse che peseranno nelle tasche e nei bilanci degli italiani e soprattutto nelle tasche delle fasce più fragili. Non indico qui l’entità degli aumenti e non ricordo qui l’ecotassa sulle auto ne la webtax. Ma visto che è venuto a trovare i nostri centri sociali e d'assistenza vorrei ricordarLe che proprio il suo Governo ha approvato un raddoppio dell’Ires sugli enti non profit, con la cancellazione delle detrazioni a favore di imprese, e lo sblocco di tutte le imposte e le addizionali locali.
A chi era presente e l’ha applaudita vorrei ricordare che lo stop all’agevolazione Ires, con passaggio dal 12 al 24%, per gli enti non commerciali farà guadagnare allo Stato 200 milioni di euro ma metterà in ginocchio proprio chi Lei è venuto a trovare. Vergogna!
Caro Presidente Hyde, diciamolo ora, visto che è stato dimenticato dagli invitati ruffiani, tutti intenti a mangiare con Lei: con la sua manovra il suo governo gialloverde ha manganellato il terzo settore in un paese nel quale quasi 3 milioni di bambini sono in sofferenza e 5 milioni di famiglie sono in povertà. Vergogna!
Caro Mr Hyde, la sua manovra per finanziare le marchette degli amici aumenta le tasse a chi si occupa di poveri, disabili, di tossicodipendenza, disagio giovanile e povertà. Un capolavoro. 
Anche se 100 ruffiani raccomandati benvestiti l’hanno applaudita per fare la foto di Natale, la sua, caro Mr Hyde, è una manovra vergognosa che nega il futuro ai più deboli sottraendo in tasse 12 mila euro in più ogni 100 mila euro. Tantissimo. Vergogna. E' una misura assurda che va a tassare chi cerca di fare – ognuno a suo modo - del bene. La sua manovra tassa chi, come le onlus, le associazioni sociali e culturali, le fondazioni che erogano e gestiscono oltre due miliardi all'anno nel campo sociale e culturale. E' netto il cattolico leghista Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri e di Fondazione Cariplo (che è una struttura seria non una combriccola bancaria per parassiti di stampo para mafioso) nel bollare negativamente la decisione di raddoppiare le tasse a chi opera nel no profit: ''…è chiaro che se si aumentano le tasse il settore del no profit diminuisce l'attività, diminuiscono i servizi, aumenta il disagio''. Cosa aggiungere.
Caro Mr Hyde, il suo è un danno difficilmente quantificabile per la portata sociale enorme di questo comparto nel nostro Paese. Tradotto in attività quotidiane, significa per il leghista prof. Guzzetti - amico storico di Bossi e Maroni - “fare di meno per i disabili, il disagio giovanile, la povertà familiare, la povertà infantile; e non è quantificabile con una cifra''. Quello che è sicuro che a rimetterci saranno i più deboli: ''non si gioca con la fame o la povertà, si può tassare di tutto, ma non i bambini, perché significa negargli il futuro''.
Ma alla fine le foto le hai fatte, la magnatella in compagnia l’hai fatta. Natale è pure passato. Se qualche povero andrà a stare peggio, se qualche vecchietto non avrà assistenza, se qualche bambino – che presto si ritroverà tra quelli che non studiano e non cercano lavoro - avrà un gioco in meno, se qualche letto per i tossici sarà eliminato, se un centro antiviolenza dovrà chiudere, a questi notabili plaudenti davanti a qualsiasi potere, questi signori tutto chiacchiere e cravatta, tutto chiacchiere e selfie, e diciamolo, di anziani, sofferenti, disperati, disabili,'che cazzo gliene frega.
Caro Presidente, erode a Roma e buono a Giulianova, te lo ricordo io che la Natività, così come è tramandata (secondo quelle che tu chiami "le radici cristiane dell'Europa", che è più o meno l'unica frase in cui tolleri la parola "Europa"), è un racconto di povertà, accoglienza negata, rivalsa degli ultimi del mondo, è la storia di una famiglia nullatenente con un bambino appena nato respinta da tutti, e riconosciuta solo da altri ultimi della Terra, esattamente come loro. Anche se Lei viene a fare il buono e prendere gli applausi da chi è più falso di Lei, sappia che la Natività, come la giri e come la volti, è esattamente la messa in scena di quello che tu hai penalizzato. Quindi decidi tu cosa vuoi essere: un ipocrita che Gesù avrebbe cacciato dal tempio, o un convinto assertore non del presepe come raccolta di belle statuine, ma di quello che il presepe, e la Natività, ci continuano a insegnare. L'accoglienza, l'accettazione, la necessità di restare umani.
Leo Nodari

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