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gianguidodalbertoAnche Giovanni Legnjni in (quasi) gran segreto, è stato a Teramo nelle ultime ore, per incontrare il Sindaco Gianguido D’Alberto, alle prese con le ultime rifiniture che precedono la nascita del nuovo governo cittadino. Rifiniture che attengono alla composizione della maggioranza e non certo ai nomi, quelli verranno dopo. Rifiniture che ruotano su una scelta non facile, quella del destino di Italia Viva, che a Teramo ha maturato, nella vicenda politica di Teramo 3.0 tutte le “colpe” che ne giustificherebbero la cacciata, ma che nello scenario regionale potrebbe giocare un ruolo diverso. Ed è qui che Gianguido D’Alberto sta giocando la sua partita più complicata, che schiude due possibili soluzioni e due diversi atti di coraggio. Da una parte c’è la soluzione “aprutina”, ovvero giunta nuova, con 5 nomi nuovi su 9, col sacrificio di tre assessori della precedente giunta e con Italia Viva fuori dalla conta degli assessorati. Dall’altra c’è la soluzione “abruzzese”, con Italia Viva dentro, nessun assessore rimosso ( se resta la Marroni non ha senso sacrificarne altri) e con l’allargamento a nove. Nel primo caso, c’è il coraggio di un Sindaco che scommette tutto sulla sua città, giocandosi anche una parte de suo possibile futuro politico. Nel secondo c’è il politico che pensa sì alla sua città, ma anche in uno scenario macropolitico, che potrebbe vederlo in corsa per futuri incarichi prestigiosi in Regione. Nel primo caso c’è più cuore, nel secondo più mente. Gianguido D’Alberto è uomo dal ragionamento raffinato, dalla profondità dell’analisi, dalle attente valutazioni. Per questo sa che è venuto il momento del cuore...

Adamo

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