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graffiogatPremessa n1. doverosa: L’avvocato dottor Paolo Gatti, già assessore comunale e regionale, già vicepresidente del Consiglio Regionale, oggi direttore generale della Giulianova Patrimonio, non fa più politica dal 26 giugno 2018. Se credete a questo… tutto quello che leggerete in questo articolo non è vero.

 

Premessa n.2 utile: l’unione dei Comuni della Città territorio della Val Vibrata raggruppa 12 Comuni (Alba Adriatica, Ancarano, Civitella del Tronto, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Martinsicuro, Nereto, Sant'Egidio alla Vibrata, Sant'Omero, Torano Nuovo e Tortoreto), per un totale di quasi 80mila abitanti sparsi su 273 chilometri quadrati. I comuni aderenti hanno affidato all'unione i servizi dell'intero ciclo dei rifiuti urbani, uno sportello unico per le attività produttive, pubblica sicurezza e funzioni di polizia locale, attività sociali, edilizia scolastica, pianificazione urbanistica e attività di formazione per i dipendenti comunali.

 

Basta con le premesse.
Cominciamo.

L’Unione dei Comuni ha un presidente. Che è espressione del voto e delle scelte dei Sindaci… quasi. Nel senso che è espressione anche e soprattutto degli umori dei leader (o presunti tali) politici del territorio, tra i quali quel Paolo Gatti della succitata premessa. Gatti è incazzato con la sindaca di Civitella, Cristina Di Pietro, che già dalla precedente elezione, che vide la nomina del primo cittadino di Ancarano, Panichi, era data da molti in corsa per la presidenza dell’Unione. Ruolo che le si addice, per capacità, per competenza, per dimostrate doti di leadership, tanto che, questa volta, la sua elezione era data quasi per scontata. Anzi: sembrava il naturale step successivo al governo precedente della Città territorio. Ma Gatti è incazzato. O meglio: la Di Pietro si è risentita del fatto che le truppe miagolose abbiano lavorato per far in modo che, nelle nomine all’Asp, non ci fosse un rappresentante indicato dal Comune di Civitella, che lo riteneva necessario per proteggere una casa di riposo che, a detta di tutti, è un vero e proprio gioiello. Come tutti i leader, si sa, Gatti ama il consenso, gradisce l’applauso, non disdegna i più abili nel fare esercizi di agilità dorsale, quella Sindaca “cazzuta” al punto da non rispondergli al telefono, non era accettabile. E men che mai può essere accettabile un leader in crescita, da  chi si è ormai incamminato sulla strada del declino politico, ma tenta di mantenere una visibilità ancorandosi al gioco miscellaneo delle alleanze variopinte, pur di lucrare una qualche residua nicchia di potere,  sapendo però  di essere destinato a non lasciar di sé un ricordo che non sia legato alla manifestazione meno piacevole della politica, ovvero l'esercizio del potere per il potere. Così, mentre tutti credevano che ormai fosse solo una formalità la nomina della Di Pietro, i miagolii sotterranei recitavano il mantra della vendetta, della quale si è fatto felice portatore Umberto D’Annuntiis, sottosegretario regionale per miciana intercessione, che non ha mai digerito il fatto che alle elezioni la Civitas borbonica gli avesse preferito, in termini di voti, il leghista Di Matteo.
Insomma, i gattiani volevano dare un segnale.
Chiaro.
Netto.
Un graffio gattoso sul futuro della Città Territorio.
E tanto è stato.
Con la complice impalpabiltà di un Centrosinistra appena intuibile, vincendo la resistenza pur appassionata dello stesso Di Matteo, che invece spingeva per la sindaca civitellese, le truppe gattose hanno graffiato l’elezione a presidente dell’Unione dei Comuni del Sindaco di Tortoreto, Domenico Piccioni, forse il più incolore tra tutti i governanti della secolare storia tortoretana. Ma è fedele alla micioideologia, e tanto basta.
Poco o nulla conta, ovviamente, il fatto che Tortoreto abbia un debito nei confronti dei servizi garantiti dall’Unione dei Comuni pari a quasi 2 milioni di euro (1,6 per la Poliservice e il resto per i servizi sociali), Domenico Piccioni è il nuovo presidente dell’Unione dei Comuni della Città territorio della Val Vibrata.
Magolii di festa nelle piazze.

Ma sono gli ultimi, ormai, l'impercettibile sottofondo di un leader in evanescenza progressiva.

Adamo

 

La foglia di Fico è una rubrica di satira politica e di politica satirica

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