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LIBRIGrazia Romani, nata a Giulianova, vive a Roma, è sempre stata interessata alla storia e al folklore d’Abruzzo, in particolare dell’area del teramano. Laureata in giurisprudenza, avvocato, ha insegnato per molti anni nella scuola secondaria superiore, oggi è funzionario del Ministero degli Affari Esteri.

A Teramo, alla Villa Comunale,  ha presentato il libro “Mario Capuani. Frammenti di vita” (Ricerche e Redazioni), le abbiamo rivolto alcune domande.

Vive da anni lontano dall'Abruzzo, ma ha dedicato diversilibri alla sua terra d'origine. Perché ha scritto un libro sul dottor Mario Capuani? 

 Conoscevo molto bene la sorella di Mario, Dora Capuani avendo sposato un nipote a lei assai caro, Mariano Franchi. La chiamavo zia, frequentavo la sua casa e sentivo i suoi racconti. Quelli più ameni con aneddoti sulla famiglia Capuani Franchi e in genere sulle famiglie conosciute e quelli più intimi sulla sorella Maria, sull’amato Nicolino, sul fratello Mario. Inoltre, i Capuani erano di Torricella come mio nonno Giorgio Romani, sapevo da sempre che Mario era stato eroe della resistenza trucidato dai nazifascisti.  

Luigi Ponzianiha detto che lei  ci restituisce un Mario Capuani  nell’affetto, attraverso percorsi familiari e le "carte di casa" ci regala  una dimensione più intima. Come ha ricostruito la vita e che ritratto "intimo" e “storico” è venuto fuori del dottor Capuani? 

Il ritratto di Mario che viene fuori dal mio racconto è il racconto di zia Dora, penso che sia questo che lo renda diverso dagli altri. È un racconto sentimentale, riposto nell’anima, ma è anche la riaffermazione di un animo generoso, affettuoso, legato alla famiglia agli amici, aperto agli altri pronto a rispondere alla chiamata sia di bambini poveri e bisognosi sia di compagni di ideali e d’arme. Ha sacrificato la vita per i suoi valori per questo rappresenta coerenza, onestà intellettuale, abnegazione. È un uomo normale che per essere quello che era ha sentito in quel momento storico di dover agire e combattere per la libertà della Patria.  

"Mario Capuani. Frammenti di vita".  Perché  frammenti?

Frammenti di vita perché tutto il racconto nasce da piccoli pezzetti che messi insieme come in un puzzle cercano di ricomporre le figure, il periodo storico, il sentire di una parte della comunità della provincia teramana e di come abbia vissuto gli eventi drammatici dopo l’8 settembre. È riferito anche alle vite degli altri personaggi, zia Dora e la sorella Maria. Quello che ho voluto fare è riportare alla memoria vite, personaggi, quel lasso temporale e far rivivere tutto attraverso la scrittura. Strappare all'oblio del tempo e rendere una volta di più testimonianza di quelle persone e di quei fatti.

Le pagine del libro sulle ultime ore di vita del dottore sono  toccanti  e commoventi, un uomo grande anche negli ultimi istanti. A raccontare è "zia Dora 

“La casa Capuani si erigeva appena fuori dall’abitato di Torricella…Era notte…All’improvviso si udì un incessante bussare sul portone d’ingresso e un vociare insistente. Voci che intimavano in maniera sempre più perentoria: “Aprire, aprire”… Chiedevano del dottore perché c’erano dei feriti…Mario si veste rapido…prepara la borsa medica. I nazisti si concentrano su di lui e lo marcano stretto…Ha capito…si gira per un ultimo sguardo verso i suoi, verso la casa…Non lo rivedranno mai più!

A zia Dora, coerente, devota, lucida e sensibile…capace di grandi emozioni. Ai suoi sentimenti.” ha dedicato il libro

Ho dedicato il libro a lei che ho conosciuto, che era proprio come la descrivo nella dedica perché le voglio bene. 

Nella prima di copertina c’è un’immagine particolare e una frase molto importante...

La libertà non si vende per tutto l'oro del mondo: l'iscrizione oggi sembra essere un monito prezioso per i tempi che si vivono.

Anna Brandiferro

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